Terra Aut, una realtà dal sapore di libertà

È arrivato il primo raccolto di melograni: circa 8 quintali, che hanno permesso di produrre 1000 bottiglie di succo di melograno bio. Sono i frutti di un lavoro iniziato 4 anni fa, quando volontari da tutta Italia arrivarono per piantare alberi di melograno su Terra Aut.

Un nome che evoca coraggio. Il coraggio dell’emittente radiofonica libera e autofinanziata, tramite cui Peppino Impastato denunciò i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi: Radio Aut.  Terra Aut è un’azienda agricola di appena 8 ettari a Contrada Scarafone, a 3 km del centro abitato di Cerignola, in una zona rurale che affaccia su una via francigena del Sud. Nasce su un terreno confiscato alla mafia dato in gestione alla Cooperativa Altereco. “Un bene confiscato alla mafia appartiene a tutti, e questo si traduce in compartecipazione”, ce lo racconta con la passione di chi crede da tanto tempo in un progetto, Vincenzo Pugliese, presidente della Cooperativa.

La storia Terra Aut  è recente ma ricca e intensa. iniziata nel 2013 con la produzione di confetture di uva e di ciliegia, oggi a catalogo vanta numerose produzioni fresche e trasformate.

Il viaggio di Cooperativa Altereco nasce nel 2008, senza temere alcuna barriera. “Provenivamo tutti da un percorso di volontariato/associazionismo. Poi abbiamo intravisto l’opportunità offerta dalla Regione Puglia che mirava a finanziare la nascita di nuove imprese o imprese sociali”. La mission originaria? “Di una cosa eravamo certi: sapevamo di voler parlare, tramite i nostri progetti, di ambiente, agricoltura sociale, e di biologico”. La grande opportunità si palesa a valle del percorso intrapreso con Libera Associazione contro le mafie, in tema di gestione dei beni confiscati alla mafia. “Quando abbiamo ottenuto, tramite un bando, questo terreno confiscato ad un boss mafioso, ci siamo subito trovati a fronteggiare un’esperienza complicata e dura. Abbiamo subito diversi atti vandalici. All’inizio è la prassi, si lanciano dei messaggi. Ora queste manifestazioni si sono ridotte, perché noi siamo molto presenti, fatta eccezione per qualche episodio sporadico di furto”, spiega Pugliese.

Dopo una prima fase di assestamento, in breve l’offerta commerciale della cooperativa si ampliata: il patè Bio di cime di rapa e di broccoletti con olio d’oliva, prodotto tipico locale; le melanzane e le zucchine grigliate sott’olio d’oliva Bio, l’olio d’oliva Bio. Ad ottobre sono stati raccolti circa 8 quintali di melograni, da cui verrà prodotto il succo di melagrana. È arrivata, poi, la passata di pomodoro biologica questa estate.

“Come Cooperativa Altereco abbiamo sempre cercato di ribaltare il concetto in base al quale i prodotti etici sono “di nicchia” perché costano di più di quelli di largo consumo. In realtà, cerchiamo di aprire una riflessione del perché gli altri prodotti costino meno. È un tema caldissimo. La domanda da porsi è cosa sia contenuto in quei prodotti”. Un tema cui viene data rilevanza anche attraverso la comunicazione: “Diamo evidenza, in trasparenza, di come giungiamo ad applicare quel prezzo, ripercorrendo le varie fasi. Dalle piantumazioni delle piantine, alla lavorazione, alla cura alla raccolta alla trasformazione…”.

I filoni di attività portati avanti dalla Cooperativa non si “esauriscono” in quelli appena citati: “Un importante finanziamento giunto da Fondazione con il Sud, ci permetterà di ristrutturare i locali e le strutture di Terra Aut dopo tanti anni”. Gli utilizzi di questi locali? Molteplici e sempre all’insegna dei valori fondanti della Cooperativa: “Li utilizzeremo per attività educative, costituendo un agroasilo che permetta di avvicinare i più piccoli all’amore verso la natura, per farli diventare cittadini attivi e consapevoli”. Tra gli altri progetti: una bottega di prodotti etici a km 0, un B&B sociale, un bike sharing, un cinema all’aperto con degustazione, e infine, attività laboratoriali nel pomeriggio. “I lavori dovrebbero partire a giorni. A giugno dell’anno prossimo dovrebbe essere tutto pronto”.

Integrazione, accoglienza, attenzione per l’ambiente. Pezzi interconnessi dello stesso puzzle, l’uno condizione dell’altro. “Se si parla di educazione ed inclusione sociale è inevitabile parlare di ambiente e di biologico. Non sono temi separati”. Si tratta di temi che non solo animano le attività della cooperativa. Anche pragmaticamente, vengono calati in ogni scelta, a partire da chi far lavorare “sul campo”. “

Un lavoro importante e ambizioso, riconosciuto anche a livello Istituzionale. Quest’estate la Cooperativa è stata contattata dalla Commissione Parlamentare antimafia e dal Ministero dell’Istruzione per realizzare un percorso laboratoriale ed esperienziale su beni confiscati, rivolto ad una quarantina di studenti delle scuole superiori. “Il progetto è andato bene oltre ogni aspettativa. Gli studenti si sono sentiti coinvolti e al termine delle tre settimane di campo abbiamo ricevuto la visita del primo ministro Conte, della ministra Azzolina e del Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Morra che ci hanno dato grande forza ed energia per continuare”.

Ma quali sono gli sbocchi commerciali dei prodotti di Cooperativa Altereco? “Per quanto riguarda la GDO, distribuiamo tramite la Coop, la rappresentante della GDO che non schiaccia il produttore. Vendiamo, inoltre, tramite gruppi d’acquisto solidale e vendite dirette o piccole botteghe. Parliamo di 4/5000 pezzi per tipologia, nel caso del pomodoro raggiungiamo le 16.000 bottiglie”.

Sovvertire un concetto negativo, trasformandolo in qualcosa di estremamente positivo e concreto, con inserimenti lavorativi, produzioni e agricolture biologiche: ecco il ritorno alla collettività di un bene che prima apparteneva ad un mafioso. “Con i nostri prodotti raccontiamo che tutto è possibile: lavorare in agricoltura dignitosamente, offrire lavoro dignitoso. Non è necessario ricorrere allo sfruttamento della mano d’opera”. A partire dalla qualità, per arrivare alla presentazione del prodotto, la Cooperativa prova a tracciare una strada, con umiltà, nell’agricoltura e attraverso l’agricoltura “per dimostrare che è possibile portare una cultura ambientalista e integrare persone che vengono da qualsiasi parte del mondo. Non ci sono barriere, muri per nessuno tipo di differenza fisica o di fedina penale”.

Parlando di futuro viene naturale dare un’occhiata alle principali conquiste ottenute nella strada percorsa finora: “Le conquiste sono stata tante: vedere una piccolissima attività che pensa in grande come se avesse 100 ettari, avendo una visione sugli esperimenti che hanno permesso la realizzazione di prodotti che non esistevano, come la confettura di uva. Vedere la cooperativa crescere, e gli apprezzamenti da nord a sud. E non solo. Anche da oltre confine. Abbiamo venduto il nostro olio ad un ristorante del centro di Parigi”.

Il futuro promette bene: “Stiamo per partire con un Gruppo di Acquisto Solidale rivolto all’Europa assieme ad un gruppo di cooperative che operano su beni confiscati e sfonderanno le frontiere nazionali”.

Il Covid ha spaventato certamente, ma non ha arrestato lo spirito d’iniziativa di questa cooperativa: “Abbiamo dovuto annullare una grande promozione che sarebbe partita durante il lockdown. Ne abbiamo dato comunicazione a chi già conosceva i nostri prodotti. La risposta è stata importante. Un movimento popolare ci ha acquistato prodotti, da tante parti d’Italia”.

Pugliese non ha dubbi: “Abbiamo superato anche questa difficoltà. Qualche cosa significa. Affronteremo tutto quello che verrà”. Terra Aut insegna a guardare al futuro con fiducia”.

Per effettuare gli ordini, è possibile contattare la Cooperativa all’indirizzo mail: coop.altereco@yahoo.it oppure telefonando al numero 340/2437226.

Stefania Tessari