Attraverso Valagro il colosso Syngenta entra nel bio

L’italiana Valagro è stata acquisita da Syngenta e nasce così, non senza qualche remora, un colosso del settore biologico. La business unit Syngenta Crop Protection del gruppo svizzero, passata di mano nel 2016 (per 43 miliardi di euro) al colosso pubblico cinese della chimica, ChemChina, ha acquisito il 100% della multinazionale con sede ad Atessa, in Abruzzo, che ha avuto ricavi per 175 milioni di dollari (146,278 milioni di euro) nel 2019.
Per capire di cosa stiamo scrivendo, la ChemChina è tra l’altro azionista di riferimento di Pirelli, partecipazione acquisita nel 2015 per 7 miliardi di euro. Ma è presente con tantissimi altri investimenti in tutto il mondo.
Valagro continuerà a operare come marchio indipendente all’interno del business di Syngenta Crop Protection, parte del Gruppo ChemChina. I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi noti, ma si parla di un’acquisizione da diverse centinaia di milioni di dollari. Numeri alla mano, Valagro è un produttore leader di mercato di prodotti biologici innovativi con un tasso medio annuo di crescita di circa il 10% dal 2009 al 2019. Nei suoi 40 anni di esperienza l’azienda si è distinta sfruttando il potere della natura per fornire soluzioni innovative ed efficaci per la nutrizione e la cura delle piante e offrendo al contempo ai suoi clienti un portafoglio completo di colture nel settore biologico con una posizione di leader di mercato nei biostimolanti e nelle specialità nutrizionali.
Valagro serve clienti in tutto il mondo con una forte presenza in Europa e in Nord America, oltre a una presenza crescente in Asia, compresa la Cina, e l’America Latina. Vanta oltre 700 dipendenti, 13 filiali e 8 siti di produzione in tutto il mondo, con un portafoglio supportato dalle migliori capacità di ricerca e sviluppo biologico, produzione e commercializzazione.
L’acquisizione consentirà a Syngenta Crop Protection di creare un’azienda biologica leader a livello mondiale. Valagro ha, infatti, una forte posizione commerciale e produttiva, nonché una tecnologia e capacità di ricerca leader nel settore. Il suo portafoglio consolidato in biostimolanti e nelle specialità nutrizionali andrà a completare l’attuale gamma di biostimolanti e biocontrolli di Syngenta Crop Protection, nonché la futura pipeline di soluzioni biologiche.
“Siamo lieti di accogliere il team Valagro in Syngenta Group”, ha affermato Erik Fyrwald, ceo di Syngenta. “Questa acquisizione sottolinea le nostre ambizioni di crescita in questo settore, rendendoci uno degli attori più forti nel mercato globale dei Biologicals. L’investimento è parte del nostro impegno di investire 2 miliardi di dollari per aiutare gli agricoltori ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e a migliorare la sostenibilità agricola come previsto nel nostro Good Growth Plan”.
Giuseppe Natale, amministratore delegato di Valagro, ha dichiarato: “Questa operazione aprirà nuove prospettive di crescita a livello mondiale prima impensabili per il Gruppo Valagro. Ora che facciamo parte di un’azienda dotata di risorse e ambizioni come Syngenta Crop Protection, disponiamo di nuove stimolanti opportunità per la nostra innovazione, che ci permetteranno di offrire agli agricoltori un ventaglio di opzioni ancora più ricco e di investire ancora più efficacemente nel futuro sostenibile dell’agricoltura”.
Ora, da osservatori esterni, vorremmo capire se la chimica si stia mangiando il biologico per fare meglio i suoi affari o se la chimica invece voglia diventare davvero più buona e per redimersi abbia bisogno del biologico. Ci vorrà del tempo, lungo anni, per una risposta. Certo è che si è aperta una nuova stagione per attività essenziali che stanno dietro alla produzione biologica.