Paolo Pari: “Il marketing del bio è entrato nell’éra digitale”

“Il target elettivo del consumatore bio è il digitale”. Detta da Paolo Pari, direttore di Almaverde Bio, il Consorzio dell’omonimo marchio che raccoglie 6 soci licenziatari dal fresco al trasformato, è un’ammissione che fa pensare che una rivoluzione  sia in corso nel marketing dei grandi gruppi della produzione biologica, che hanno investito negli ultimi anni e stanno investendo cifre molto alte nei mass-media e nella televisione in particolare. “Non è certo tramontata l’éra dei mass-media, non li possiamo ignorare e tuttavia – precisa Pari, che è un marketing manager di lungo corso – è arrivato il momento di dare maggiore attenzione al digitale”.

Con Pari, alla Fruit Attraction di Madrid, che chiude oggi 24 ottobre, abbiamo fatto il punto sugli ultimi sviluppi che coinvolgono il Consorzio Almaverde. Inevitabile partire dalle Isole Bio, un progetto concepito quattro anni fa e che ha avuto un notevole sviluppo grazie alla buona accoglienza ricevuta da alcuni grandi distributori e dagli stessi consumatori. “Certamente – afferma Pari – abbiamo sperimentato che con le Isole, il biologico ha le stesse chance del convenzionale. Al consumatore si presenta un’offerta di ortofrutta più completa e articolata e quindi ha maggiore possibilità di scelta a partire dal fatto che finalmente può scegliere tra ortofrutta sfusa e confezionata. Siamo presenti in cinque catene con punti vendita in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Lazio, Umbria e Abruzzo.  E abbiamo riscontri sempre più interessanti in termini di sviluppo”.

Tra i prodotti Almaverde Bio sono particolarmente performanti in questa fase i surgelati vegetali biologici. Cresce l’impegno nel packaging, con confezioni eco-friendly e compostabili. I canali di vendita, ferma restando la centralità del mass-market, sta guardando con attenzione alla ristorazione commerciale, alle erboristerie e per taluni prodotti anche alle farmacie. Tutti i soci stanno lavorando costantemente all’innovazione di prodotto, sia nel fresco che nel trasformato. Il risultato è che il marchio continua ad essere performante sul mercato italiano. E avanza su alcuni mercati esteri di prossimità dalla Germania alla Svizzera all’Austria.

Antonio Felice