Non solo bio. La svolta naturalistica delle aziende agricole NaturaSì

Serve più natura. Ed in questo contesto ha un ruolo la produzione agricola biologica e biodinamica, perché “un aiuto alla natura stessa può e deve arrivare dall’agricoltura”. E’ il messaggio lanciato da Fausto Iori, amministratore delegato di NaturaSì, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, che si è celebrata il 22 maggio.

NaturaSì conta su 300 aziende agricole biologiche e biodanimiche di cui 100 solo cerealicole. Jori ha voluto ricordare che in queste aziende vi sono ampie aree lasciate alla natura: boschi, stagni, alberi “in cui sono riapparsi piante e animali che non si vedevano da tempo”.

Si tratta di 3.600 ettari, un patrimonio di biodiversità che dà rifugio a impollinatori e insetti che contrastano i parassiti delle piante alimentari, come la crisopa, che mangia gli afidi e vive nelle siepi. A guadagnarne non è esclusivamente l’equilibrio ambientale e naturale: solo il lavoro degli insetti impollinatori – ricorda NaturaSì – vale nei campi europei 15 miliardi di euro l’anno e garantisce la riproduzione dell’84% delle piante coltivate.

“Abbiamo bisogno – sono le parole di Jori – di un sistema agricolo che rispetti la biodiversità e che dalla biodiversità tragga forza. L’obiettivo nelle 300 aziende agricole del nostro ecosistema è di portare al 15% il totale delle superfici destinate alla presenza di aree lasciate alla natura selvaggia che danno feedback salubri ai campi agricoli che lì intorno vengono coltivati. Tutto si tiene in un equilibrio in cui l’uomo deve ‘solo’ assecondare i ritmi biologici: a beneficiarne siamo tutti, agricoltori e consumatori”.

“Nelle nostre 300 aziende agricole – ha sottolineato ancora l’ad di NaturaSì – oltre alla scelta del biodinamico e del biologico, e quindi al mancato utilizzo di pesticidi e fertilizzanti di chimica di sintesi, si praticano ricche rotazioni colturali, che assicurano una grande varietà di specie coltivate contemporaneamente, e viene promosso l’utilizzo di semi di varietà adatte all’agricoltura biologica. In alcune di queste aziende, inoltre, sono stati avviati negli ultimi anni veri e propri progetti di ricerca per facilitare lo sviluppo delle infrastrutture verdi che permettono la vita delle specie animali e vegetali da sempre legate all’agricoltura”.
L’azienda, tra l’altro, partecipa al progetto europeo “Life Impollinatori” insieme all’Università di Venezia, alla Regione Veneto, alla Regione Friuli e alla Regione Aragon in Spagna. L’obiettivo è quello di destinare tre milioni di euro alla creazione di zone verdi nelle aziende agricole per aumentare la biodiversità e stimolare l’impollinazione anche attraverso la cura delle api.