Iungano Maria Matilde Azienda Agricola: tante novità in arrivo

Alla Iungano Maria Matilde Azienda Agricola sono in arrivo tante novità di prodotto, tutte all’insegna della genuinità, della semplicità e della produzione bio.

Il catalogo commerciale della storica azienda di Forenza, nel nord della Basilicata, verrà infatti arricchito da diverse nuove proposte: erbe aromatiche, passata di pomodoro, confetture per i formaggi, mosto cotto di uva aglianico del Vulture, peperone crusco fritto e secco e farina in busta da grani antichi della zona.

Un assortimento ampio e variegato, che non transige in fatto “salubrità e sapore”. “Mi riferisco al sapore perduto degli alimenti. La garanzia di biologico non deve far venir meno o trascurare il sapore autentico. Il metodo che adottiamo mira, a costo di ridurre la produzione, a proporre prodotti biologici e saporiti”, ha dichiarato a Greenplanet Maria Matilde Iungarno, terza generazione alla guida di una realtà nata nel 1938.

Dopo anni in cui le attività prevalenti erano la coltivazione di cereali e l’allevamento di bestiame, oggi l’azienda gestisce annualmente circa 4.000 quintali di grano e 100 quintali di semola destinati alla trasformazione industriale. “Ho sempre avuto il desiderio di produrre per trasformare, così quando mi è stato affidato il testimone non ho perso un attimo e abbiamo realizzato la pasta di grano duro”.

La Pasta Iungano è certificata “Me.No”, un marchio ideato nell’ambito del Consorzio nazionale Metodo Nobile®: “L’acronimo Me.No. descrive il principio generale a cui si ispirano gli aderenti al Consorzio – ci spiega Maria Matilde – che si sintetizza nel motto ‘produrre meno per produrre meglio’. Un approccio che garantisce la salvaguardia dei sapori, degli odori, della salubrità dei prodotti e il rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore”.

Tradizione, benessere ma anche innovazione: sono questi i valori che guidano il lavoro quotidiano della Iungarno. La realizzazione interna di un laboratorio polifunzionale per la lavorazione dei prodotti coltivati in azienda e da altre realtà minori del territorio segue proprio questi principi. “Credo che questo laboratorio possa costituire un volano anche per gli altri produttori. Se noi piccoli produttori ci diamo una mano, tutti ne traiamo beneficio”.

Per ora il bacino di vendita dell’azienda è ancora ristretto, sostenuto da una rete di piccoli negozi, dal passaparola e da alcuni siti che gestiscono vendite online.

Il futuro tuttavia sembra riservare interessanti opportunità: “Durante il lockdown le vendite sono aumentate sostenute dal commercio online. È proprio grazie a questo canale che siamo riusciti a varcare i confini e esportare i nostri prodotti anche in Francia e Germania”.

Stefania Tessari