Importazioni, un decreto ministeriale stabilisce le best practices

La domanda di prodotti biologici è in aumento in tutto il mondo da anni. Di conseguenza, sta aumentando anche l’interesse degli agricoltori in Europa a conformarsi ai dettami della normativa in materia di agricoltura biologica.

Controlli più adeguati sulle importazioni in Italia di prodotti biologici provenienti dai Paesi extra UE, li stabilisce il nuovo Decreto Ministeriale firmato il 24 febbraio, innovativo per l’Europa, e che dovrebbe contrastare le “triangolazioni” che tentano di eludere i controlli più rigorosi. Col nuovo decreto l’Italia, leader in Europa per le produzioni biologiche, raccogliendo le sollecitazioni di Bruxelles introduce queste “buone prassi” che si auspica possano essere presto adottate da altri Stati membri.

Il Decreto (“Decreto Ministeriale in materia di disposizioni per l’attuazione del Reg. (CE) n. 1235/2008 recante modalità di applicazione del Reg. (CE) n. 834/2007 del Consiglio per quanto riguarda il regime di importazione di prodotti biologici dai Paesi terzi e che abroga il Decreto Ministeriale del 6 febbraio 2018 n. 8283”), è dotato di 2 allegati tecnici, che disciplinano le modalità con cui gli Organismi di controllo devono procedere ad effettuare la valutazione del rischio. Il primo allegato riguarda i “Criteri per la valutazione del rischio degli importatori biologici”, e il secondo la “valutazione del rischio finalizzata al campionamento obbligatorio delle partite importate”. Ciascuno dei 2 allegati individua dei fattori di rischio: col primo allegato si calcola quindi la frequenza dei controlli da svolgere presso gli importatori, mentre il secondo riguarda i controlli addizionali.

Sempre in tema di “Best practice” made Europe si fa strada il nuovo dossier pubblicato da FIBL offre agli interessati un’introduzione ai principi di base e alle buone pratiche dell’agricoltura biologica. La pubblicazione fornisce una panoramica dei benefici dell’agricoltura biologica, lo sviluppo delle aree coltivate e dei mercati, e i requisiti legali più importanti nel contesto europeo. Al centro del documento ci sono le spiegazioni delle aree di azione chiave dell’agricoltura biologica, come la promozione della fertilità del suolo, la pianificazione delle rotazioni di colture sostenibili, la strategia di protezione delle colture biologiche e la gestione del bestiame adeguata alle specie. Importanti informazioni sulla conversione, l’ispezione e la certificazione completano il dossier.

Maria Ida Settembrino