Giornata anti-spreco: attività e impegno all’insegna del no-waste

Patti siglati, organizzazione di forum, e pubblicazione di ricerche sul tema. Sono tante le iniziative realizzate per celebrare, il 5 febbraio, la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, ideata e istituita nel 2014 dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market. Quest’anno il focus si è ampliato, introducendo una particolare attenzione al tema dell’evoluzione dei comportamenti e degli stili di vita in rapporto allo spreco alimentare, data l’emergenza sanitaria che ha caratterizzato gli ultimi mesi Covid-19.

Alleanza tra Too Good To Go e 20 realtà aziendali e associative
Il 5 febbraio ha visto la nascita del Patto contro lo Spreco Alimentare: un’alleanza all’insegna del contrasto agli sprechi. Si tratta del patto siglato tra Too Good To Go, l’app mobile n.1 contro gli sprechi, che collega i clienti a ristoranti e negozi con cibo in eccesso invenduto e 20 firmatari, tra Grandi Aziende e Associazioni. L’obiettivo comune? Agire concretamente per avere impatto reale sull’ambiente, sensibilizzando e informando i consumatori.

L’impegno sottostante questo patto può essere riassunto in 5 azioni pragmatiche che coinvolgono attori diversi e ricordano l’importanza del piccolo gesto di ognuno per combattere gli sprechi alimentari:

1)    ETICHETTA CONSAPEVOLE per spiegare in modo più chiaro e sensibilizzare il consumatore sulla corretta interpretazione dell’etichetta dei prodotti

2)    AZIENDA CONSAPEVOLE per comunicare efficacemente ai propri dipendenti l’impegno contro lo spreco alimentare dell’azienda e, allo stesso tempo, responsabilizzarli in materia

3)    CONSUMATORE CONSAPEVOLE per informare e sensibilizzare il consumatore finale sul tema dello spreco alimentare

4)    SUPERMERCATO CONTRO LO SPRECO per supportare la grande distribuzione nella lotta allo spreco alimentare all’interno del punto vendita

5)    FABBRICA CONTRO LO SPRECO per diminuire sempre più efficacemente gli sprechi alimentari dei prodotti rimasti a magazzino e altrimenti destinati ad essere smaltiti

Adesione di Fruttagel
Forte della consapevolezza che il 10% del food waste in Europa, infatti, deriva proprio da un’errata interpretazione delle etichette (fonte: Too Good To Go), anche Fruttagel ha aderito al “Patto contro lo Spreco Alimentare” promosso dall’app Too Good To Go in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Con l’adozione dell’“Etichetta Consapevole” e la sottoscrizione del punto dell’accordo “Fabbrica contro lo spreco”, l’azienda di trasformazione agroindustriale ravennate ha rafforzato ulteriormente il proprio impegno per una filiera più giusta e sostenibile. Fruttagel ha scelto di adottare l’etichetta consapevole per i prodotti a marchio Almaverde Bio – Consorzio di cui Fruttagel è socio fondatore – e Il Giardino dei Sapori.

#facciamounpatto: semplici abitudini più sostenibili
Il patto promosso da Too Good to Go offre anche alcuni piccoli suggerimenti alla portata di tutti, per fare la differenza, perchè “Sprecare cibo significa anche sprecare le risorse naturali attraverso le quali è stato prodotto, riversando enormi quantità di CO2 nell’atmosfera”.
Tra questi tips: Prima di fare la spesa, controllare frigo e dispensa, fare una lista e non comprare più del necessario, oppure, prima di acquistare nuovo cibo, consumare ciò che si ha in casa, mettendo in moto la creatività per realizzare nuovi deliziosi piatti zero-sprechi.

Forum per la giornata contro lo spreco alimentare
Il forum online “Stop food waste. One health, one planet” è stato organizzato dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market in occasione dell’ottava edizione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentale. Il programma si è sviluppato nel corso di tre ore ricche di contenuti, interventi e dati e ha delineato uno scenario che vorrebbe l’Italia che, dalle istituzioni ai cittadini, si schierasse in prima linea per lo sviluppo sostenibile.

I dati più rilevanti evidenziati e commentati nel corso del forum sono stati fotografati dal rapporto per il 2020 di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability (su rilevazioni Ipsos). Un dato che fa riflettere: nel 2020, in Italia, è stato sprecato, con destinazione spazzatura, l’11,78% di cibo in meno, rispetto al 2019, a testa. Questo dato si traduce in una conseguenza importante: sono così state salvate oltre 222.125 tonnellate di alimenti, con un risparmio di 6 euro pro capite, cioè 376 milioni a livello nazionale in un anno.

Interessante la sensibilità delle famiglie evidenziata dal Rapporto: l’85% delle famiglie chiede di rendere obbligatorie per legge le donazioni di cibo ritirato dalla vendita da parte di supermercati e aziende ad associazioni che si occupano di persone bisognose.

Recovery Food, la proposta del “capitolo” del Recovery Food
Andrea Segrè
, ideatore della campagna Spreco Zero, nel corso del Forum ha illustrato obiettivi e strumenti del “recovery food”, che si augura possa costituire un capitolo speciale del Recovery Fund. Fra gli obiettivi illustrati figurano: la costituzione di un “laboratorio permanente” di educazione alimentare e ambientale per la formazione dei cittadini e per la sensibilizzazione da parte degli enti pubblici e delle imprese. Si tratta quindi di iniziative che riconoscono il cruciale ruolo delle scuole, quindi con risorse destinate a docenti sul campo sin dal primo ciclo della Scuola Primaria, e con una rete capillare e nazionale collegata ai Comuni per iniziative concrete, mirate alla sensibilizzazione dei cittadini intorno al binomio cibo e salute, per l’uomo e per l’ambiente.

Sono questi temi di forte attualità e di valenza considerevole, anche in considerazione della pandemia da Covid 19, che potrebbero orientare l’Italia verso una rivoluzione culturale. Quella del progresso nel cammino verso lo sviluppo sostenibile e il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Tale raggiungimento deve, infatti, passare attraverso un lavoro di riduzione degli sprechi. Questo permetterebbe da un lato di migliorare la sostenibilità del sistema, e dall’altro di favorire la solidarietà, per ridurre la povertà alimentare acuita dalla pandemia.

Stefania Tessari