Frutta estiva e uva bio. Una campagna tra luci e ombre

L’analisi di Ernesto Fornari, direttore di Canova Srl, circa l’andamento della frutta estiva bio descrive una campagna 2019 tra luci e ombre.

La produzione più colpita è stata la ciliegia, coltivata dai soci conferitori della provincia di Bari, areale prevalentemente vocato per la varietà Ferrovia. “Quest’anno il raccolto di ciliegie è stato gravemente danneggiato dalle abbondanti piogge, che hanno causato il fenomeno del cracking, e dalla fastidiosa presenza della Drosophila suzuki”, ha spiegato Fornari.

Per le drupacee la stagione è partita male, ancora una volta pesantemente compromessa da una primavera fredda e piovosa, tuttavia in alcuni casi si è fortunatamente ripresa. “Per le albicocche si può parlare di una campagna a due velocità: fortemente negativa durante la prima parte, in ripresa nelle settimane successive. Tra maggio e giugno la mancanza di sole ha portato a maturazione frutti dal grado brix molto basso, poco rispondenti ai gusti della domanda. La situazione si è poi capovolta e il mercato ha riacquistato vivacità con le varietà medio-tardive e tardive, risanando una stagione che sembrava compromessa, soprattutto perché è difficile recuperare dopo aver deluso il consumatore”.  “Inoltre – aggiunge Fornari – abbiamo saputo approfittare di una breve finestra, durante la prima metà di luglio, di mancanza di prodotto dalla Spagna”.

Ernesto Fornari, direttore Canova Srl

All’ascesa della domanda di albicocche medio-tardive si contrappone il calo di quella di pesche, in particolare della varietà gialla con pelo. “Quest’anno abbiamo raggiunto prezzi alla produzione inferiori di 30/40 centesimi al chilo rispetto alle nettarine. A mio parere non è una questione di varietà ma di mancanza di interesse. Una tesi confermata a settembre quando la scarsità di nettarine sul mercato avrebbe dovuto giovare alle vendite di pesche, ma non lo ha fatto”.

Per le nettarine, invece, il giudizio è nettamente diverso: “Escludendo giugno, la stagione è stata buona. Un risultato per il quale bisogna ringraziare anche la bravura dei produttori, capaci di superare di 2 mesi la data limite del 20 luglio con la raccolta delle varietà tardive, caratterizzate da una colorazione pallida ma dalla ottima croccantezza”.

Diversamente da quanto registrato nel convenzionale, per le susine si è riscontrato un buon interesse dovuto alla carenza di pere. Le susine bio infatti hanno letteralmente preso il posto delle pere nei carrelli dei consumatori già dai primi giorni di agosto.

Infine, circa la campagna di uva da tavola Fornari conferma performance molto positive per il secondo anno consecutivo. “Nonostante qualche difficoltà legata ai volumi in calo del 30-40% a causa del caldo e l’inizio della raccolta in lieve ritardo, il mercato è stato molto interessante e la qualità ottima. Da sottolineare – conclude il direttore di Canova Srl – il lavoro realizzato dall’OP Terra di Bari, nostra partner per la produzione di uva, che ha chiuso accordi con tutti i sindacati per la valorizzazione della manodopera in campagna e in magazzino”.

Chiara Brandi