Fornari (Canova): dall’emergenza opportunità per e-commerce e biodinamico

Vede la luce in fondo al tunnel Ernesto Fornasari, presidente di Canova, azienda romagnola deputata alla produzione di ortofrutta fresca biologica a marchio Almaverde Bio.  In una lunga chiacchierata telefonica con Greenplanet ha infatti affrontato con ottimismo diverse interessanti tematiche: da come la società del Gruppo Apofruit abbia affrontato l’introduzione delle limitazioni imposte dal governo, al nuovo impulso dato all’online, fino ai trend di consumo e alla questione delle produzioni in campo.

L’EMERGENZA COVID-19 E IL ‘METODO APOFRUIT’
“Rispetto al modo in cui il nostro gruppo ha fin da subito affrontato questa terribile emergenza sanitaria, gli strumenti adottati ci hanno permesso di arginare con successo il problema potendo così essere operativi 7 giorni su 7”. Ciò a cui si riferisce Fornari sono una serie di misure implementate grazie alla costante assistenza di un medico preposto esterno all’azienda. All’iniziale introduzione dello smart working, gli uffici commerciali si sono riorganizzati distanziando le postazioni, turnando la presenza degli impiegati e inserendo lastre di plexiglass frontali e laterali tra le scrivanie. Sanificatori all’ingresso, l’uso di guanti e mascherine, la sanificazione settimanale degli spazi e la costante aerazione dei locali  sono le ulteriori misure attuate. Circa gli impianti di lavorazione, oltre a tutti i DPI del caso, i magazzini sono stati divisi in due tronconi speculari, in modo che se si fosse verificato un caso di coronavirus tra i lavoratori, il reparto in questione sarebbe stato subito isolato ma l’operatività non si sarebbe fermata. Inoltre laddove sulle linee non è stato possibile attuare il distanziamento tra i lavoratori, sono stati inseriti distanziatori in plexiglass. “Ad oggi – aggiunge Fornari – stiamo studiando ulteriori metodi, esempio copricapo individuali completamente isolanti, da poter utilizzare anche una volta finita l’emergenza. Si andrebbero ad aggiungere ai dispositivi, per legge obbligatori solo per la lavorazione della IV Gamma, ma che già da 5 anni usiamo regolarmente in tutti i settori del nostro magazzino”.

QUARANTENA E VENDITE ONLINE
Se da una parte a preoccupare Fornari è il progetto “Isole Almaverde Bio”, costretto al palo in questa fase emergenziale, una buona dose di ottimismo arriva dal discorso delle vendite online. “Stiamo lavorando a piene mani sull’e-commerce. Di fronte a questo nuovo e inaspettato scenario abbiamo rivisto il nostro business ridando nuova vita a Fruttaweb con risultati inimmaginabili, sia rispetto alla nostra capacità di far fronte alle richieste sia in termini di domanda”. In poche settimane il portale ha regiatrato un incremento del 45% le proprie richieste, anche grazie a una buona crescita dei ‘consumatori di ritorno’ ovvero che si stanno via via fidelizzando, e un notevole incremento della spesa media, arrivata a superare i 40 euro per ordine. “Abbiamo raggiunto economie tali che è stato possibile ridurre del 10% i prezzi a listino. Credo sia importante riuscire a garantire qualità e sicurezza a un giusto prezzo ed è in questa direzione che stiamo lavorando, anche per il post-quarantena”.
Dopo la ‘riconversione del portale’, prima più improntato su frutta esotica, da qualche settimana al fianco delle referenze Almaverde Bio è stata introdotta la linea premium di Apofruit, Solarelli,  e – da ieri – anche una serie di prodotti convenienza, ‘i Belli Dentro’, ovvero frutta e verdura bio con difetti estetici ma con lo stesso livello di gusto e sapore della cosiddetta ‘categoria top’. “Si tratta di una leggera virata rispetto alla strada che aveva intrapreso il servizio online. All’inizio di quest’anno, infatti, grazie al progetto brainfruit, si erano raggiunti buoni risultati attraverso la collaborazione con le aziende, che ordinavano cassette di frutta per i propri dipendenti. Dunque un cambio di strategia obbligato, che ci auguriamo di non abbandonare, quanto piuttosto di sviluppare e integrare al servizio B2B una volta che quest’ultimo potrà essere ripreso”.

CONSUMI, PRODUZIONI E BIODINAMICO
In linea con la crescita registrata dall’intero comparto di ortofrutta bio (vedi news) anche Almaverde Bio sta registrando buoni risultati di vendita in queste settimane di quarantena. “A onor del vero il buon andamento – sottolinea Fornari – è da riferirsi all’intero 2020. Già nel primo bimestre dell’anno, quando ancora lo spauracchio del virus non era percepito, si era registrato un +24%, di cui solo un 10% riconducibile all’aumento dei prezzi e il 14% alla crescita dei consumi. A fine marzo tale incremento era del 17%, grazie al buon andamento di prodotti come mele, kiwi, arance, limone, carote e zucchine. “Purtroppo le fragole e la IV Gamma hanno risentito un po’ di questa situazione e del modificarsi del comportamento d’acquisto dei consumatori”, specifica il presidente di Canova. “Gli asparagi, invece, nonostante una campagna partita con un paio di settimane di ritardo, stanno realizzando volumi molto interessanti. Anche aprile chiuderà con un deciso segno positivo. Peccato solo per le gelate di inizio mese che avranno conseguenze importanti su tutta la produzione di frutta estiva, soprattutto drupacee, ma anche su kiwi, kaki e qualche varietà precoce di mele. In 41 anni di lavoro non avevo mai visto danni di questa portata”.
All’orizzonte  dunque la situazione non si paventa rosea tra mancanza di prodotto a causa delle gelate e la possibile di scarsità di manodopera; senza contare le incognite cimice asiatica e avversità meteo future. Un’altra ventata di speranza arriva però dal progetto Verdea, volto a sostenere crescita e la diffusione dell’agricoltura biodinamica. Proprio in questi giorni, grazie a audit conclusi da remoto, alcuni produttori hanno ottenuto la certificazione mentre altri la riceveranno per le produzioni estive e autunnali. “Si tratta di un progetto – conclude Fornari – che non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare, anzi. Da questa tremenda situazione dobbiamo imparare un importante insegnamento e coglierne l’opportunità di rispettare di più l’ambiente, adottando pratiche più sostenibili a trecentosessanta gradi. Quella del biodinamico è una scommessa in cui credo e che penso si possa vincere; l’interesse dei produttori c’è ed è trasversale da Nord a Sud, quello dei consumatori pure anche se andrà sempre più rafforzato”.

Chiara Brandi