Etica del lavoro e sviluppo commerciale, capisaldi della pugliese Prima Bio

L’OP Prima Bio di Rignano Garganico in provincia di Foggia, coltiva ortaggi biologici su 350 ettari, tutti a conduzione diretta da parte dei quattro soci. I principali mercati sono Germania, Austria e Francia, che rappresentano il 90% delle vendite, mentre solo il 10% è destinato al mercato interno. Sono attualmente in produzione melanzane, zucchine, peperoni e pomodori. Questi ultimi sono destinati alla trasformazione in salsa, mentre per le altre coltivazioni sono previste trasformazioni di V gamma, quali le conserve sottolio.

Sono invece alle spalle le campagne degli asparagi e dei broccoli. La prima ha risentito non poco della mancanza di manodopera. Ha riferito il presidente dell’OP Giovanni Terrenzio: “Abbiamo dovuto rinunciare a un buon 30% del nostro potenziale, per mancanza di personale. È stato un colpo che abbiamo dovuto incassare, ma ne siamo usciti bene comunque, perché abbiamo tenuto fede a ciò in cui crediamo. Siamo conosciuti e apprezzati proprio per la nostra correttezza, come testimoniato dalla nostra adesione al progetto NO CAP, contro ogni forma di sfruttamento nei campi. Questi valori si estendono a ogni sfera della nostra vita lavorativa e privata. Crediamo inoltre nell’associazionismo, non solo sotto forma di OP ma anche, interpretando le esigenze dei nostri associati, cercando di assicurare loro una certa continuità di risultati a livello commerciale. Per questo motivo siamo stati tra i fondatori del Consorzio BIA, che raggruppa 14 aziende di sette diverse regioni, con cui stiamo incrementando il lavoro in Italia e all’estero grazie alla concentrazione dell’offerta che riusciamo a realizzare grazie a questo lavoro congiunto tra realtà significative del biologico regionale italiano”.