Anche per il bio il canale e-commerce sempre più strategico

Il 2020, caratterizzato da misure di distanziamento sociale, ha rivoluzionato la quotidianità di tutti e
con essa le modalità di acquisto. Nella miriade di dati forniti nel corso di questa pandemia sui
cambiamenti nelle abitudini di consumo e acquisto, un’evidenza su cui vari studi convergono
riguarda la maggior predisposizione dei consumatori nei confronti degli acquisti online. Ecco che,
in quest’ottica, il ruolo ricoperto dall’e-commerce merita una particolare disamina. E se potesse
rappresentare un driver per stimolare la transizione delle imprese e dei consumatori verso il
digitale? In questo contesto, che ruolo può giocare il biologico?

Iniziamo coi dati sullo scenario attuale. Le statistiche offerte nel report presentato da Netcomm,
realizzato in collaborazione con The European House – Ambrosetti, evidenziano che il settore
dell’e-commerce e del digital retail, in Italia, occupa il terzo posto tra le 99 attività economiche per
incidenza sul fatturato del comparto privato in Italia nel 2019.

I dati di Everli, principale marketplace europeo per la spesa online, nel 2020 ha registrato un incremento a tripla cifra (+208%) degli acquisti online rispetto al 2019, interessando principalmente frutta e verdura.

Inoltre, i dati rilasciati dalla mobile bank N26, raccontano che, durante il secondo lockdown, l’e-
commerce è cresciuto del 32% e vale un terzo degli acquisti degli italiani.

Quello che emerge dai dati è un “boom” non indifferente per l’e-commerce.
Come si pongono le aziende che producono biologico, i cui fatturati da anni, in GDO, nei negozi
specializzati o nella vendita diretta, crescono costantemente, in questo scenario favorevole per l’e-
commerce?

Il Rapporto Bio Bank 2020 offre analisi e statistiche del biologico in Italia secondo i censimenti Bio
Bank (vedi news), a partire dagli alimenti per arrivare alla cosmesi. La quattordicesima edizione del Rapporto disegna, anche nel comparto biologico, un trend di crescita per l’e-commerce. Nel caso del fatturato generato dal mercato del biologico, infatti, si è assistito, rispetto all’anno scorso, ad un raddoppio
del peso dell’e-commerce sul totale del fatturato. Si è passati da un fatturato di 19 milioni di euro,
nel 2019, che rappresentava lo 0,5% del totale, a 46 milioni, l’1,2% del mercato, nel 2020. Si legge: “I numeri sono ancora piccoli, ma segnano una tendenza significativa accelerata anche dalla pandemia. Le aziende si stanno orientando a questo settore che viene considerato un posizionamento strategico, in particolare si notano in questo campo le piccole aziende del Sud”.
Per quanto riguarda il trend del numero di attività censite, il rapporto evidenzia che tra le attività bio
in campo alimentare la categoria più “popolosa” è quella dei siti di e-commerce di alimenti bio,
caratterizzata da una crescita a doppia cifra rispetto al 2015 (+41,6%). Questo dato testimonia la
volontà delle aziende di continuare a investire nell’integrazione con questo canale di vendita
virtuale. “Un trend positivo che continuerà anche nei prossimi anni per effetto della pandemia che
ha ampliato la platea dei clienti virtuali, imprimendo una forte accelerazione a un fenomeno già in
essere”, sottolinea il Rapporto.

Le indagini di mercato sembrano convergere univocamente su una conclusione: il canale dell’e-
commerce sarà sempre più strategico.

Stefania Tessari