Dal Gruppo Tarulli OP 7.000 tons di uva da tavola bio e biodinamica

Solo uva da tavola biologica e biodinamica. Il Gruppo Tarulli OP produce su 350 ettari circa 7.000 tonnellate l’anno di una grande varietà di uve esclusivamente biologiche, anzi per il 50% biodinamiche. Ha tutte le certificazioni che contano, da BRC Food a Biosuisse a Demeter, ed è costantemente a caccia delle novità varietali più rinomate in declinazione bio: l’ultima arrivata in casa Tarulli è la Cotton Candy.

Il magazzino è a Noicattaro (Bari), la produzione è divisa in quattro aree vocate: Mola di Bari, Sannicandro di Bari, Adelfia e Castellaneta nel Tarantino; quest’utima, circa 100 ettari, dedicata alle varietà tardive.
“Produciamo per cinque mesi – spiega Marilena Daugenti, che con il marito Antonio Tarulli conduce il Gruppo – dalla prima settimana di luglio fino alla fine di novembre garantendo ai distributori un prodotto a quantità e qualità costanti per le tre tipologie rossa, nera e bianca, seedless o con semi. Facciamo solo GDO e siamo concentrati su tre mercati in particolare: Germania, Svizzera e Austria, dove apprezzano la nostra organizzazione, affinata negli anni e sostenuta da una cultura avanzata tesa alla conoscenza del prodotto, del mercato e delle sue esigenze”.

L’OP è nata nel 2007 da un gruppo di quattro aziende, già specializzate nell’uva da tavola, che hanno deciso di creare un’organizzazione comune e che attraverso una cooperativa raccolgono anche produzioni minori da aziende affiliate. L’attenzione ai dettagli, sugli imballaggi per esempio così come sulla puntualità delle consegne, ha permesso al Gruppo Tarulli, insieme alla produzione biologica, di superare le difficoltà che altre aziende incontrano sui mercati esteri. “Abbiamo fatto le nostre scelte – commenta Marilena Daugenti – e le portiamo avanti. Inevitabilmente queste ci hanno portato a privilegiare i mercati esteri dove la nostra organizzazione e la nostra offerta sono particolarmente apprezzate. Purtroppo in Italia non viene garantita una pari organizzazione a livello di acquisti. Il nostro Paese, per quanto si riferisce al nostro settore, dovrebbe uscire da una certa arretratezza culturale ed economica, di cui soffrono particolarmente le piccole aziende”.

La stagione che partirà tra un mese si prospetta positiva. Maggio è stato favorevole allo sviluppo di un buon grado brix.
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La notizia è nel Primo Piano Puglia del Corriere Ortofrutticolo in distribuzione. Per saperne di più: www.corriereortofrutticolo.it