Cresce l’import europeo di agroalimentare bio dalla Cina

Nei giorni scorsi la Commissione europea ha reso pubbliche le statistiche relative all’import di prodotti agroalimentari bio del Vecchio Continente, elaborate e archiviate dalla banca dati Traces.

Nel 2019 tali importazioni hanno raggiunto i 3,24 milioni di tonnellate, attestandosi sugli stessi livelli dell’anno precedente, e se da una parte sono sestuplicate le forniture di pannello di soia, uno dei principali componenti dell’alimentazione dei bovini e degli avicoli, dall’altra sono calate sensibilmente quelle di di semi di girasole, grano, mele e patate.

In termini di volume, il primo Paese importatore è la Cina, seguita dall’Ucraina e da tre produttori ed esportatori di banane (Repubblica Dominicana, Ecuador e Perù).

Cina, fornitrice ufficiale di mangime per allevamenti bio
Dal punto di vista quantitativo, la Cina è il primo Paese con 433.000 tonnellate e oltre un ottavo di tutte le importazioni bio in UE. Il prodotto cinese più significativo è la farina di soia biologica per l’alimentazione animale, che rappresenta il 77% di tutte le sue spedizioni. Il colosso asiatico si posiziona inoltre tra i principali fornitori UE per alcune tipologie di semi oleosi, quali sesamo e arachidi, nonché miele e verdure.

Ucraina: granaio biologico dell’UE
Un decimo delle importazioni biologiche dell’UE, 338.000 tonnellate, proviene dall’Ucraina.
Con una quota  pari a un terzo del totale del mercato, l’Ucraina è il principale Paese di riferimento per l’approvvigionamento di grano bio nonché fornitore di tre quarti di tutti gli altri cereali (riso escluso). Rispetto ai semi oleosi, come il girasole, l’Ucraina occupa il secondo posto, dietro la Turchia.

L’attenzione sempre alta per l’ortofrutta
Frutta e verdura sono il secondo gruppo in termini di volumi tra le categorie di prodotti biologici maggiormente importati, con 1,35 milioni di tonnellate acquistate nel 2019 dall’Unione europea (42% del totale dell’import biologico), in crescita dell’8% rispetto al 2018. Un andamento sostenuto in particolare dalla richiesta di frutta tropicale, noci e spezie, cresciuti del 13%.
All’interno della voce ‘frutta tropicale’, l’85% è riconducibile all’import di banane, di provenienza da Repubblica Dominicana (34% del totale, pari a 0,3 milioni di tonnellate), Ecuador (31%) e Perù (15%), rispettivamente al terzo, quarto e quinto posto nella lista dei principali Paesi importazioni.
Altri importanti fornitori sono il Sudafrica, da cui proviene il 46% degli agrumi bio, la Turchia ( con il 25% della frutta bio totale che arriva in UE) e l’Argentina (17%); i succhi invece arrivano principalmente da Turchia e Messico.

Gli evergreen: caffè e cacao bio
Per il caffè biologico, Perù e Honduras sono i Paesi di approvvigionamento più importanti, il cacao bio proviene principalmente dalla Repubblica Dominicana, dal Perù e dalla Sierra Leone e anche il Congo e l’Uganda forniscono quantità rilevanti.

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