Caselli (AREFLH): Siamo un Paese bio-virtuoso, ma il settore va sostenuto

Il secondo appuntamento online del ciclo “Farm to Fork: sfide e opportunità per l’ortofrutta italiana”, tenutosi giovedì scorso 5 novembre, è stato dedicato all’impatto della nuova strategia UE sul comparto del biologico. L’iniziativa del Corriere Ortofrutticolo, organizzata da Omnibus in collaborazione con AREFLH, SGMarketing e Fondazione FICO, ha superato complessivamente i 520 iscritti registrati.

In particolare l’incontro di oggi, moderato da Duccio Caccioni e con il supporto di Almaverde Bio, ha suscitato interesse tra gli addetti ai lavori registrando una media di 200 utenti connessi. Tanti i complimenti ricevuti dalla redazione per gli interventi che si sono susseguiti durante la conferenza.


“Nell’ambito della strategia From Farm to Fork gli obiettivi sono chiari e mirano a implementare un sistema alimentare eco-salutare ed ecologico a livello comunitario. Come Italia dobbiamo essere propositivi; i provvedimenti applicativi sono in discussione in questi mesi a Bruxelles dunque dobbiamo agire con una strategia di sviluppo condivisa per non perdere il vantaggio che abbiamo nel biologico”. È questo il messaggio che ha voluto lanciare in apertura dei lavori la presidente di AREFLH Simona Caselli (nella foto di apertura).
Per farlo bisogna puntare ad attrarre una platea sempre più ampia di consumatori, chiedere un maggior sostegno di acquisti diretti e incentivare una migliore organizzazione dell’offerta. L’obiettivo del 25% della SAU europea a coltura biologica non è raggiungibile se non abbinata a condizioni che sono tutte da costruire. Tuttavia l’Italia è sulla buona strada. Siamo un Paese bio-virtuoso.

“Per sostenere il settore è altresì necessario adottare un tipo di comunicazione che punti sulla sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare. Al contempo, è fondamentale sviluppare una profittevole collaborazione tra produttori e fornitori di bio e GDO”, ha aggiunto Raffaello Bernardi di SGMarketing sulla base delle evidenze emerse da una survey condotta tra le maggiori insegne della distribuzione del nostro Paese.

Edoardo Cuoco, direttore di IFOAM Europe, ha avanzato la proposta di abbassare l’aliquota IVA per le aziende bio, mentre Fabrizio Piva di CCPB ha sottolinea la necessità di puntare sulle certificazioni per garantire una “vera conformità”, a tutela del consumatore e della stessa filiera del bio (vedi news).

Infine Ernesto Fornari, direttore generale di Apofruit, con una lunga esperienza nella gestione di Canova, ha sottolineato l’importanza di collaborare per garantire l’accesso al bio ad un prezzo equo ed accessibile a tutti.

Insomma tanti i temi sul tavolo e molti gli spunti di riflessione; a partire da domani ne riferiremo in dettaglio, entrando nel merito di ogni singolo intervento.
L’appuntamento con il terzo incontro del ciclo è per giovedì prossimo alle 11, tema: l’impatto della strategia From Farm to Fork sule filiere della distribuzione.

Chiara Brandi