Addio di Rosso a NaturaSì: quote vendute ai soci, alla diocesi di Trento e in Lussemburgo

L’attesa è stata breve. Red Circle Investments, holding del Gruppo Diesel – Renzo Rosso, ha collocato il 14% di EcorNaturaSì.

Ha anticipato la notizia la stampa trentina perché tra i due compratori il principale è trentino. Il 9% delle azioni di EcorNaturaSì in mano a Renzo Rosso è stato infatti acquistato da Bio Iniziative Srl, società collegata alla diocesi di Trento, mentre il 5% è stato rilevato da una holding lussemburghese, la Luisante SA. Le rimanenti quote di EcorNaturaSì in mano a Red Circle Investments, pari a un ulteriore 12%, sono state distribuite tra i soci di Ecor. Tra queste, la quota maggiore è stata assorbita dall’azienda agricola trevigiana Ulirosa, collegata alla Ariele Holding del socio di riferimento Gabriele Navilli, mentre una piccola quota è stata comperata da Alpa, società del gruppo lombardo Paravicini Crespi. Il socio Invest Tre di Rossi Cairo è rimasto in Ecor ma si è tenuto fuori dall’operazione di acquisto.

Il fatturato di EcorNaturaSì è sotto i 400 milioni di euro (il 2018 si è chiuso a 389 milioni). Non è però dato sapere il prezzo di acquisto delle quote, complessivamente pari al 26%, che Rossi aveva deciso di cedere a inizio estate, formalizzando la rottura con i vertici del Gruppo Ecor, avvenuta proprio, a quanto pare, sulla visione strategica della gestione e degli obiettivi. Renzo Rosso è vicino al mondo del biologico ed era entrato nel 2014, con entusiasmo, in Ecor desideroso anche di lasciare una sua impronta nella gestione.

Evidentemente qualcosa è successo, a partire dai risultati del 2018 e del 2019 non particolarmente brillanti o comunque non rispondenti alle aspettative. Il 2018-19 è stato certo un biennio in cui il biologico è cresciuto in Italia ma ciò è avvenuto quasi esclusivamente nella (e grazie alla) grande distribuzione convenzionale e alle sue marche private a scapito delle catene specializzate come NaturaSì. I motivi sono semplici ed essenzialmente riconducibili alla capillare presenza della GDO in tutte le aree del Paese e alle economie di scala che la GDO riesce a realizzare accorciando il divario tra i prezzi dei prodotti bio e quelli convenzionali.

La reazione delle catene specializzate, al momento, non è stata in effetti all’altezza della situazione per cui oggi la sfida si presenta ardua. A quanto pare Rossi si è sfilato per queste ragioni, anche se va detto che il Gruppo EcorNaturaSì controlla 500 punti vendita tra diretti, indiretti e in franchising, e rimane, nonostante una certa flessione del fatturato e l’indebitamento, solido e impostato su princìpi che sono i valori del biologico e il rispetto dell’ambiente.