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FELICETTI: SELEZIONI MONOGRANO D

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Nel 2008 compirà cento anni, ma per il Pastificio Felicetti la preparazione dei festeggiamenti va di pari passo con l’impegno a proporre ai consumatori prodotti sempre nuovi. Che si distinguono per due aspetti, oltre alla caratteristica di nascere tra le valli delle Dolomiti: la scelta del biologico e la scelta dell’altissima qualità. Come dimostrano le nuove selezioni monograno Valentino Felicetti, che portano il nome del fondatore di una tradizione familiare giunta ormai alla sua quarta generazione.

Per una volta, partiamo dalla scatola e indugiamoci il tempo di qualche riga prima di aprirla. Tutto sommato ne vale la pena, anche se il mondo del biologico (virtù o colpa?) si vanta di badare più alla sostanza che non all’apparenza.
Le monovarietà Valentino Felicetti arrivano in una scatola di cartone rigido al cui interno si incontra una busta trasparente. “Progettate per il sapore”, recita lo slogan. Design raffinato, perché in fondo il percorso dalla scatola al cibo è lo stesso che percorre l’occhio. Ma al tempo stesso le confezioni sono studiate per proteggere la pasta dalla luce e da rotture sempre possibili, garantendo igiene, fragranza e una gestione più semplice degli spazi in dispensa.
All’interno, ecco le quattro linee delle Selezioni Monograno attualmente in commercio: kamut, farro, grano duro e pasta all’uovo. Ciascuna è il frutto di un progetto che ha impegnato assieme al Pastificio Felicetti alcuni tra i più importanti centri di ricerca agronomica, per riscoprire o valorizzare appieno quelle varietà di grano che sono riuscite ad attraversare i secoli mantenendo la loro purezza originaria. Come il farro, il cereale prediletto dagli antichi romani di cui sono state riscoperte nelle valli umbre dell’Eugubino alcune linee autoctone che oggi tornano a regalare il loro sapore preciso e rotondo.
Una confezione preziosa, dunque, come specchio di un prodotto d’alta qualità. Oltre che biologico.
 
“Diciamo che le nostre Selezioni Monograno sono ‘anche biologiche’ – sottolinea Riccardo Felicetti, ultimo erede di una tradizione che ormai sfiora il primo secolo di storia – nel senso che la scelta del biologico è quel surplus che chiude il cerchio di un impegno tutto volto a proporre sul mercato i prodotti di un’agricoltura d’eccellenza. Anzi possiamo dire anche qualcosa di più: grazie alla nostra scelta abbiamo dimostrato che è possibile introdurre nel mercato convenzionale prodotti da agricoltura biologica, avvicinando nuovi potenziali consumatori e creando ulteriori spazi di mercato”.
 
I risultati non si sono fatti attendere, anche se il progetto ha iniziato a muovere i suoi primi passi da appena tre anni. Basti pensare che nei primi mesi del 2006 sono oltre 500 i negozi forniti dal pastificio trentino, nato nel 1908 a Predazzo e oggi arrivato a contare oltre quaranta dipendenti, con quattro linee di produzione per 15mila tonnellate annue e un fatturato che si attesta attorno ai 13 milioni di euro.
Al Trentino Alto Adige il marchio Felicetti è rimasto sempre legato, anche oggi che l’azienda ha saputo estendere la sua rete di relazioni commerciali in mezzo mondo: Nord Europa e Australia per il mercato biologico, a cui si affiancano Giappone, Stati Uniti, Canada, Emirati Arabi per il settore convenzionale. Ma il pastificio è partner al tempo stesso di produttori e distributori, con consulenze nel packaging, negli assortimenti e nei formati, e si è aperta a importanti collaborazione con il mondo della ristorazione e l’industria di trasformazione.
Una storia iniziata proprio da quel Valentino a cui è dedicata l’ultima invenzione di un’azienda che a partire dalla metà degli anni Novanta ha scelto di scommettere con decisione sul biologico, affiancandolo alle produzioni convenzionali di altissima qualità per ritagliarsi una sua nicchia nel mondo denso e concorrenziale dei pastifici italiani.
 
“La filosofia della nostra azienda è figlia dell’ambiente in cui siamo cresciuti e a cui rimaniamo fortemente legati. Fare impresa in Val di Fiemme significa necessariamente dover disegnare un’azienda sostenibile in tutti i suoi processi, e le materie prime biologiche sono state l’approdo ideale per sfruttare la rara purezza dell’aria e dell’acqua delle nostre valli. Così oggi la nostra pasta è l’unica a nascere in Trentino a mille metri di quota, e il nostro sforzo rimane quello di unire le migliori qualità di grano duro, i pregi dell’ambiente naturale e le tecniche di produzione più avanzate. Anche perché è stato facile scoprire quanto fascino sa esercitare, sia in Italia sia all’estero, una produzione biologica che nasce nel cuore delle Dolomiti”.



 

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