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Biolcalenda: Anteprima di Ottobre

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Nel numero di Ottobre della rivista Biolcalenda si parla di: Decrescere, Prugne, Azuki, Disbiosi intestinale, Eccitotossine, Ecologia del gene, Norme per il confezionamento, Agricoltura biodinamica ...

biolca_logoIl sommario di Ottobre
  • L'editoriale di Filippo Zaccaria
  • Attività culturali Biolca
  • Simboli e simbologia di Silvano Parisen
Alimentazione
  • Non solo cibo di Filippo Zaccaria
  • In armonia con la natura di Carmen Bellin
Prendersi cura
  • Metodo One Brain: kinesiologia emozionale di Erika Bicciato
  • Iridologia di Elisabetta Conti
  • Medicina naturale di Giovanni Angilè
  • Le vignette
  • Calendario avvenimenti di Sabrina Schiavo
  • Medicina antroposofica di Mariuccia Rigon
  • Ecologia del gene e riduzionismo scientifico di Giuseppe Altieri
Agricoltura biologica
  • AIAB Veneto Comunicazioni di Luca Michieletto
  • AVEPROBI di Guido Fidora
  • Il confezionamento in atmosfera protettiva di Carmelo Bonarrigo
  • Pastori di anime, raccoglitori di erbe di Antonio Todaro
Agricoltura biodinamica
  • 40 Calendario delle semine e delle lavorazioni
  • 41 Schede tecniche di biodinamica di Fabio Fioravanti
  • 42 Riflessi & Pensieri di pace di Umberto Bassan & Paolo Maurizio

L'ARTICOLO DEL MESE

Decrescere

I segni della crisi imminente sono molti, alcuni così evidenti che anche i denigratori prezzolati che di professione emettono segnali falsi ma positivi, hanno difficoltà a confondere ciò che tutti vedono, sentono, toccano. Purtroppo questo fenomeno che ci avverte che è iniziata una fase di degradazione che ci porterà inevitabilmente alla fine del mondo conosciuto, non è sufficiente per farci rinsavire.

Anzi, come è già avvenuto nel passato, i segni di degrado, aumentano l'accanimento nel definire il nostro modo di intendere il mondo l'unico possibile. In realtà siamo carenti di modelli di vita, ci siamo imprigionati in un unico grande complicato meccanismo che vede nella crescita all'infinito l'unica possibile soluzione.

Quando ci si rende conto che la crescita all'infinito non è reale, si fanno sforzi inauditi per allontanare il limite. A parte i soliti negatori di professione i quali utilizzano il dubbio percettivo per farci credere che tutto va bene: non è vero che i ghiacciai si stanno sciogliendo, il riscaldamento globale è una fortuna per i freddolosi, le risorse sono sempre più care ma non mancano; ciò che più conta è che il consumista sia rassicurato garantendo sempre di più i soliti affari.

Altri, comunque convinti della validità dell'unico modello, consigliano comportamenti ecocompatibili come il risparmio energetico, l'uso razionale delle risorse, come fosse possibile un consumista "politicamente corretto", diffondendo l'idea che i limiti allo sviluppo e alla crescita si possono allontanare, appunto, all'infinito. Il problema dei problemi è la mancanza, forse sarebbe il caso di dire "l'ignoranza", di una visione della realtà diversa da quella puramente quantitativa che il capitalismo finanziario trionfante c'insegna.

Eppure prima della modernità l'umanità ha sperimentato modelli di vita stabili basati sull'Etica o sull'Estetica come massimi valori, nei quali il progresso non si basa sull'avere beni teorici come il denaro. Perfino l'oro aveva un valore più etico che finanziario, più simbolo di permanenza tra economia, legata alle leggi naturali, ai suoi limiti, per cui l'ornamento dorato acquisiva un valore superiore (estetico) al semplice possesso del metallo prezioso perché raro.

La favola di Creso che muore perché riceve il dono (castigo) dagli dei di trasformare ciò che tocca in oro è diventata per noi incomprensibile. La nostra acquisita intelligenza materiale ci farebbe dire che Creso sarebbe morto anche se avesse trasformato ciò che toccava in piombo o petrolio o qualsiasi materiale non commestibile, ma perché l'oro? Non è che vuol dire che l'eccesso di ricchezza uccide?

Anzi direi: è la perdita del limite, sia personale che collettivo a uccidere, come l'oro.

Filippo Zaccaria - Biolcalenda Ottobre 08

 

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