"Spiace che AIAB - commenta Carnemolla - che ad agosto scorso ha reso pubblica la scelta di una fiera minore d'ambito locale come "partner fieristico ideale" con cui ha sottoscritto un impegno di collaborazione culturale e commerciale, declini ora questa scelta commerciale in un attacco a una delle migliori edizioni di SANA, manifestazione leader del settore". Per Federbio, inoltre, è molto grave che questo avvenga "prima ancora che Bologna Fiere abbia reso noto i dati reali della partecipazione e ignorando completamente la presenza del Ministro Luca Zaia, di molte Regioni, di istituzioni come l'ICE e le Camere di commercio e di aziende di dimensione internazionale, oltre ad eventi di alto livello come la presentazione dell'indagine 2008 dell'Osservatorio permanente sui consumi e sugli stili di vita diretto dal Prof. Giampaolo Fabris".
Carnemolla, poi, rincara la dose "al di là della sigla, che vede la denominazione "italiana", il radicamento nel settore di AIAB è purtroppo in continua contrazione: dal 2002 a oggi ha abbandonato l'associazione circa l'80% delle aziende, e la sua consistenza a livello nazionale è superata addirittura da organizzazioni attive a solo livello regionale, dato che ormai AIAB rappresenta circa il 5% delle aziende biologiche italiane. Si tratta di una quota certamente significativa, ma da non sopravvalutare".
Il presidente di Federbio, in conclusione, ne ha anche per Sana che "per il futuro deve contare di più la soddisfazione espressa dalle imprese espositrici, dalle organizzazioni leader del settore e dai visitatori. In tal senso il nostro impegno per il rilancio della manifestazione a fianco di Bologna Fiere proseguirà, confortati dai segnali positivi che hanno caratterizzato questa edizione del ventennale".



