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Aiab. Il Sana è un rito stanco. Serve una nuova fiera

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Per Andrea Ferrante, presidente dell'AIAB, la manifestazione di Bologna non risponde più alle esigenze per cui era nata e contesta come "si sia ridotta ad essere una fiera strapaesana del wellness".

ferrante"Si è concluso il solito rito, sempre più stanco, del SANA. L'appuntamento annuale del biologico italiano", è il commento di Ferrante, in chiusura di Sana 2008. "Una manifestazione che dovrebbe rappresentare tutto ciò si è ridotta invece - continua - ad una fiera strapaesana del Wellness".

Per l'Aiab il mercato italiano del biologico è in un momento particolare, con consumi interni in grande crescita, forti interessi della GDO e della ristorazione collettiva, incrementi della vendita diretta e filiera corta, oltre ad una richiesta dall'estero in continua espansione. "In questo scenario - aggiunge Ferrante -, l'offerta fieristica si riduce ad un miscuglio di espositori indifferenziati dove il biologico, al solito, si confonde con i più diversi prodotti di qualità". La presenza di aziende si riduce sempre di più sia per l'assenza di buyers, sia per l'evidente sovradimensionamento, anche nei costi, per un semplice mercato di produttori di vendita diretta, per la realizzazione del quale basterebbe un ben organizzato farmer's market

Nel confronto con le istituzioni, non mancavano argomenti, dalla nuova applicazione della regolamentazione comunitaria, i nuovi Psr, la futura PAC, temi che però sono rimasti molto lontani dagli incontri ufficiali della fiera. Per il presidente Aiab "l'assenza totale di rappresentati, a qualsiasi livello, della Commissione europea e il basso profilo riconosciuto alla fiera da parte del ministro dell'Agricoltura, rendono evidente la scarsa capacità del SANA di avere un legame con le questioni che realmente interessano il settore".

Infine non è da sottovalutare il fallimento sul fronte della comunicazione. Una fiera del biologico dovrebbe essere l'occasione per tutto il settore di presentare le novità che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. "Anche qui il risultato - commenta il presidente AIAB - non è certo esaltante. E' veramente triste che oggi con l'agroalimentare al centro dell'attenzione mediatica, si riesca a far parlare di noi solo in maniera così vaga e marginale".

"Il settore ha bisogno di altro", conclude Ferrante. "È necessaria una nuova fiera - è l'opinione dell Aiab - che prenda il meglio dell'originalità del sistema nazionale e di un'internazionalizzazione vera che ne faccia anche l'occasione per far sentire il peso del biologico italiano in Europa".

 

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