Un biologico attento all’economia circolare con Biofertimat

Inserito il 8 gennaio, 2019 - 08:58

La cooperativa agricola La Primavera di Verona è impegnata nella sperimentazione in ambito biologico con il progetto Biofertimat sull’utilizzo di matrici da riciclo come fertilizzanti per colture ortofrutticole biologiche con l’obiettivo di migliorare l’economia circolare del territorio.

Il progetto, finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014 – 2020 (DGR n. 2175 del 23/12/2016), nasce per far fronte alla diminuzione del contenuto di sostanza organica nei suoli condotti con pratiche di coltivazione convenzionali (concimazione minerale e lavorazioni profonde), principale causa della progressiva degradazione del suolo, in particolare nelle regioni mediterranee. I terreni degradati non sono fertili e, pertanto, non possono mantenere una produzione sostenibile. In questo contesto, la crescente produzione di materiali di scarto organici, sia di natura urbana sia derivati dall’attività agro-industriale, può rappresentare una fonte di materiale organico importante per l’attività agricola. La soluzione proposta da La Primavera nell’ambito del progetto Biofertimat è quella di utilizzare matrici organiche di provenienza agricola (quali compost spento di fungaia, pollina, digestato anaerobico di deiezioni animali, matrici compostate varie) come fertilizzanti per migliorare le caratteristiche di fertilità dei suoli, garantendo al tempo stesso un utilizzo razionale di sottoprodotti che, altrimenti, rappresenterebbero un costo per il settore agricolo o agro-industriale.

‘Siamo capofila di un progetto - precisa il presidente Albino Migliorini - i cui attori, per le loro specifiche conoscenze, porteranno ad un ulteriore sviluppo dell’agricoltura biologica con un miglioramento dell’economia circolare’.

Gli enti di ricerca partner (Università degli Studi di Padova e Alma Mater Studiorum di Bologna) collaborano con La Primavera e Brio SpA nelle attività di sperimentazione, interagendo con le cinque aziende agricole che mettono a disposizione le parcelle sperimentali. Confindustria Veneto con Siav SpA gestisce e coordina le attività formative. Infine, l’Associazione Veneta dei Produttori Biologici e Biodinamici, in qualità di soggetto aggregatore di imprese agricole operanti nel settore interessato dal progetto, collabora con i partner nell’implementazione del piano di comunicazione e diffusione dei risultati.