Storie di Vinitalybio: resveratrolo, il 'segreto' del dott. Degenhardt

Inserito il 21 aprile, 2017 - 11:07

Agriturismo e vini biologici: un binomio che va per la maggiore e che ha beneficiato nel weekend pasquale di attenzione particolare da parte di visitatori italiani e stranieri. Ma non tutti gli agriturismi, anche se vi si producono e vi si consumano alimenti bio, sono uguali. Alcuni meritano una maggiore attenzione di altri, per la loro storia, la loro collocazione geografica, le loro produzioni particolari.


E’ certamente tra questi agriturismi Ca’ di Rico, sulle colline romagnole di Dovadola, vicino a Castrocaro Terme e Predappio, in provincia di Forlì Cesena. L’azienda agricola biologica Ca’ di Rico si fonda, per volontà del medico che l’ha creata, il dottor Massimiliano Degenhardt (di origini friulane), su una filosofia di vita e di lavoro attenta alle stagionalità, alla biodiversità, al benessere degli animali. Con i suoi vini, Ca’ di Rico ha vinto il premio Going Green nel 2014 al Merano Wine Festival quale azienda agricola con minor impatto ambientale e il Merano Wine Award nel 2013 e nel 2014. 'Abbiamo fatto una scelta coraggiosa, che ci costa fatica e impegno, un progetto ancora in divenire che portiamo avanti con convinzione profonda’ ha dichiarato a GreenPlanet durante Vinitalybio il dott. Degenhardt. I vini sono a marchio Bioni. Tra questi merita una menzione particolare il Pezzolo Rosso per la sua alta concentrazione di resveratrolo (un potente antiossidante e antinfiammatorio che abbassa la concentrazione dei trigliceridi e del colesterolo nel sangue ed ha una spiccata attività antinvecchiamento e neuroprotettiva). La collezione Bioni conta su 3 etichette e una produzione intorno alle 30 mila bottiglie. L’azienda, sorta attorno a un casolare abbandonato e su un podere di 24 ettari, ha avviato l’attività di agriturismo nel 2004 e produce anche un fantastico salame proveniente da un allevamento in libertà di maiali cinta senese incrociati con cinghiali. E’ nata per saldare un debito morale che il fondatore aveva con suo padre, privato durante la guerra della sua attività di gestore di un’azienda agricola e deportato nei campi di concentramento in Germania. Una storia che ci è stata raccontata dal dott. Degendardt con commozione e che ha originato questa esemplare e sana attività agricola sull'Appennino romagnolo. I vini, oltre che salubri, sono di ottimo livello.
Per chi vuole vivere più da vicino Ca’ di Rico, qui sotto il link al video in cui Massimiliano Degenhardt racconta questa sua avventura contadina.
https://www.youtube.com/watch?v=DdHd8J92Y5A

Nella foto, il dott. Massimiliano Dagenhardt a Vinitaly