Stop alla pesca lungo tutto l'Adriatico

Inserito il 11 agosto, 2014 - 16:50

Stop al pesce fresco a tavola da oggi, lunedì 11 agosto, per l’avvio del fermo pesca che porta al blocco delle attività della flotta da pesca italiana lungo tutto l’Adriatico da Trieste a Bari. Il fermo pesca ha l’obiettivo di garantire il ripopolamento dei pesci nel mare e salvare così le marinerie dal collasso, in un 2014 segnato da un calo del 7 per cento dei consumi di pesce fresco in valore nel primo bimestre.

Con il fermo pesca aumenta il rischio, per il consumatore non solo in vacanza sull'Adriatico ma anche abitante in tutte le città italiane rifornite di pesce proveniente da quel mare, di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato: a meno che non si tratti di pesce fresco proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare.


Il fermo pesca è iniziato il 28 luglio per l’alto Adriatico, nel tratto da Trieste a Rimini, con il blocco per 42 giorni, delle barche che hanno sistemi a traino, fino al 5 settembre. Nel medio e basso Adriatico, da Pesaro a Bari, il fermo è partito l'11 luglio e terminerà il 22 settembre.

La sovrapposizione del fermo pesca da oggi al 5 settembre su tutto l'Adriatico rende appunto molto difficile trovare pesco fresco sulle tavole dei ristoranti della costa e non solo.

A partire poi dal 15 settembre e fino al 14 ottobre, sarannp fermi i pescherecci operanti nel mare di Brindisi, Ionio e Tirreno, mentre Sardegna e Sicilia decideranno autonomamente uno stop di almeno trenta giorni.

Il ripopolamento ittico legato al fermo pesca dovrebbe aiutare la flotta di pescherecci italiana che negli ultimi 30 anni ha perso il 35 per cento delle imbarcazioni e 18 mila posti di lavoro.