Scuole 'green', l'Italia è in ritardo

Inserito il 6 marzo, 2012 - 11:40

Anche le scuole possono essere certificate. Come? Con 'Eco-School': un programma internazionale a lungo termine dedicato alle scuole che vogliono promuovere la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza tra gli studenti sulle problematiche ambientali agendo in modo concreto, sia a scuola che sul territorio.

Il programma nasce nel 1994 quando la FEE (Foundation for Enviromental Education) raccoglie l’invito della Conferenza delle Nazioni Unite su 'Ambiente e sviluppo' del 1992, in cui veniva identificata la necessità di coinvolgere i giovani nella ricerca di soluzioni ai problemi e alle sfide ambientali.

Il programma è partito prima nel Regno Unito con il partner scozzese UNEP (United Nations Enviroment Programme) coinvolgendo tutti i membri della scuola, studenti e insegnanti, incoraggiati ad avere un ruolo attivo attraverso i 'sette passi' (la creazione di un comitato e di un eco-codice, svolgere una analisi ambientale, identificare e attuare un piano d’azione…) per ridurre l’impatto ambientale dell’edificio scolastico.

Aderendo al programma, le scuole possono ottenere riconoscimento e pubblicità, fino al premio internazionale dell’ambiente 'Bandiera Verde'. A livello pratico si verifica un notevole risparmio energetico, perché si riducono gli sprechi e, riciclando, si diminuiscono i rifiuti.

Da quando è stato creato, Eco-school è attivo in 43 nazioni tra Europa, Africa, America e Asia, e lo hanno adottato ben 27 mila scuole. La situazione italiana è tutt’ora confusa e poco coordinata.

Alcune scuole hanno conseguito già la certificazione ma si tratta di casi virtuosi mentre altri comprensori scolastici applicano il metodo del programma internazionale 'Eco schools' ma non hanno ancora ottenuto la label vera e propria. Manca un coordinamento centrale e la volontà di portare il programma su tutto il territorio italiano. In una situazione in cui i forti tagli fanno mancare i fondi persino per le attività didattiche di base, spingere le future generazioni alla conoscenza e alla tutela del patrimonio naturale sembra purtroppo essere in fondo alla lista delle priorità. (fonte: TuttoGreen