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IL BIOLOGICO DOVRA' SALVARE ANCHE IL VINO?

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Nella settimana del Vinitaly è doveroso fermarsi a riflettere sugli splendidi risultati ma anche sulla rosea prospettiva per il settore vitivinicolo biologico nazionale. Che con i giochetti e le sofisticazioni in queste ore al centro dell'attenzione, non hanno nulla da spartire.

vino-biologico-bottiglie-con-donna.jpgPuò esprimere una precisa esigenza commerciale, come nel caso, per esempio, dello spumante Barone Pizzini, può nascere dalla volontà di trovare nuove soluzioni rimanendo però legati ad una tradizione, come nel caso del nuovo prosecco di Perlage, oppure esprimere il rispetto per una sapienza artigianale che guarda avanti, come nel caso del "Barricadero" di Aurora; il vino italiano, quando è biologico, rappresenta al meglio quel livello di eccellenza che all'estero si riconosce all'Italia. Non è solo "made in Italy", ovvero sapienza artigianale, e non è solo quella capacità di saper costruire una tavola imbandita nel modo migliore grazie ai frutti di una terra baciata dal sole.
Si tratta del giusto equilibrio tra le due cose.
Ed è per questo che siamo felici di constatare che finalmente anche l'Italia si sta prendendo quello spazio sul mercato che le spettava di diritto, con dei prodotti innovativi ma soprattutto, e finalmente, molto buoni. I numeri che offrono la misura del settore, e la solita supremazia italiana per superficie coltivata, cioè 34.000 ettari su 30.4 milioni di ettari coltivati in totale a biologico nel mondo, non aiutano a comprendere a fondo il mercato.

Secondo il solito rapporto Ismea-Ac Nielsen in Italia le bevande alcoliche incidono per lo 0,6% sul totale dei consumi domestici dei prodotti biologici. Tuttavia il vino bio rappresenta il 60% del comparto, con un incremento quasi del 50% nel 2006 ed un volume nelle vendite di oltre 1,2 milioni di euro, per una quantità complessiva consumata pari a 245.000 litri. Nel corso di Vinitaly, Barone Pizzini ha organizzato un valido momento di riflessione sullo stato del settore , nell'accezione biologico. L'azienda italiana, come ha sottolineato Silvano Brescianini, direttore produzione: "Ha registrato un incremento del fatturato del 30%, di cui il 10% all'estero, con una media di export superiore alla media di mercato". Nella complessità del mercato europeo, dove non si può prescindere dalla competizione tra Italia e Francia, senza dimenticare le nicchie rappresentate dai tedeschi e dagli austriaci, può essere utile ascoltare un punto di vista lontano.

Già commentando altre volte, greenplanet ha sottolineato le potenzialità che gli Usa potrebbero offrire al biologico italiano. Gli americani sono tradizionalmente estimatori sia della cucina italiana che del made in italy, nel senso di produzione curata, artigianale e di lusso. Il vino incarna tutto questo. Parlando di Stati Uniti e biologico, molti report sottolineano che il 60% dei wine lover sono interessati a sapere se il vino è biologico. Che il vino possa diventare il traino per l'intero settore lo conferma il sommelier del ristorante Abboccato di New York George Tsopelas, : "le vendite di vino bio nel ristorante sono aumentate dell'40% e l'importazione di vini italiani certificati del 90%".

L'unico modo per preservare il settore, e garantirne lo sviluppo, è quello di costruire rapidamente un sistema di controllo rigido e inappellabile. Come è risaputo al momento le etichette che si possono fregiare del titolo di "biologico" hanno l'unico obbligo di proporre vino prodotto con uve certificate biologiche. Questo non è sufficiente a garantire un elevato livello qualitativo del prodotto.  

Così come la settimana scorsa, insistiamo sulla bontà del progetto ORwine e, viste le notizie di queste ultime ore, aggiungiamo che sarebbe utile se le istituzioni italiane accompagnassero la proposta, sollecitando un più rapido percorso per la realizzazione della normativa europea.

Rimanendo a Vinitaly, segnaliamo che è stato presentato "360° Bio", il progetto legato al bio dell'Enoteca Italiana di Siena, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole. L'obiettivo è partire da un censimento e disegnare una mappa del settore in Italia.

Si parlerà di vino anche a Modena durante il Congresso mondiale IFOAM. Lunedì 16 e martedì 17 giugno al castello di Levizzano si terrà la Conferenza internazionale su viticoltura e vino biologico organizzata da Aiab. Cin cin.


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