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Le fondazioni bancarie e gli ogm

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Sono 24 milioni di euro i soldi che le Fondazioni bancarie metteranno a disposizione per la ricerca transgenica. L'obiettivo è aiutare a correggere "una delle peggiori iniquità dei nostri tempi" come ha definito la fame nel mondo Umberto Veronesi, che ha benedetto l'iniziativa. potato-groundGli ogm come risposta plausibile ai problemi della fame nel mondo? Non ci sono molti dubbi, ormai, su ciò che pensa il prof. Veronesi. Lascio agli altri giudicare se sia in buona fede; di sicuro l'iniziativa che è riuscito a lanciare va rispettata. Grazie al fondamentale supporto economico fornito dalle Fondazioni bancarie si riuscirà - forse - ad uscire dalle secche della semplice contrapposizione ideologica tra pro e contro ogm, ormai sempre più avvitata.

Il fatto è positivo per almeno due ragioni: da una parte l'orizzonte filantropico delle Fondazioni bancarie arriva finalmente ad abbracciare temi di assoluta rilevanza etica, fatto in sé abbastanza inedito; dall'altra si riuscirà finalmente a strappare gli ogm dalla capziosa stretta delle multinazionali. In merito al brevetto, cioè il mero possesso della scoperta scientifica e punto nevralgico del dibattito, il comitato delle Fondazioni ha un'idea, sulla carta, nobilissima. Nessuno sfruttamento economico, ma controllo sul valore etico dell'eventuale ricaduta sul mercato dell'opera dell'ingegno, compresa la diffusione di certificazioni (di prodotto e di processo) e marchi di qualità (Dop, Igp, Stg) come vantaggio competitivo.

"Occorre impegnarsi per contrastare fame e malnutrizione", è l'opinione di Giovanni Bazoli, presidente di Intesa-San Paolo e della Fondazione Giorgio Cini. "Una strada è finanziare studi le cui ricadute assicurino un beneficio umanitario e questo è l'obiettivo delle fondazioni che hanno aderito al progetto". La strada è anche quella della ricerca sugli ogm, della selezione genetica in laboratorio di piante che crescano con meno acqua, meno pesticidi, maggiori nutrienti. "I progetti riguardano ogni tipo di ricerca e verranno selezionati per scientificità e merito", aggiunge.

Il progetto Ager (Agroalimentare e ricerca) registra l'adesione di 12 Fondazioni di Casse di risparmio: Cariplo, Venezia, Cariparma, Carife, Teramo, Crup, Trento e Rovereto, Modena, Firenze, Cuneo, Bologna, Vercelli.

"Sono stati stanziati 24 milioni di euro da utilizzare in un triennio per portare avanti progetti di ricerca in cinque settori: vite, cereali (grano duro e riso), frutta (melo e pero, importanti per l'Italia e finora non oggetto di ricerche di questo tipo), alimentare (verdure prelavate e pronte al consumo: micotossine, qualità dei nutrienti dopo la lavorazione, eccetera), zootecnia (filiera del suino per aumentare qualità e competitività)" ha spiegato al Corriere della Sera Carlo Mango, direttore dell'area scientifica della Fondazione Cariplo.

 

Federico Bertazzo

 

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