Nel Consorzio il Biologico entrano i professori

Inserito il 6 luglio, 2018 - 12:03

Approvazione all’unanimità dei dati di bilancio all’assemblea annuale odierna, 6 luglio, del Consorzio il Biologico. Da segnalare l’approvazione anche dei cambi nel consiglio di amministrazione, in particolare di alcuni: Fabrizio Piva, che era vicepresidente, Davide Pierleoni e Renata Pascarelli (quest’ultima si era dimessa prima dell’assemblea per motivi personali) sono stati sostituiti da due professori universitari e da un rappresentante della GDO.

Le new entry sono Gabriele Canali, docente dell’Università Cattolica, Giovanni Minelli dell’Università di Bologna e Daniele Seggion della catena In’s. Tra i confermati invece il presidente uscente Lino Nori, Massimo Monti di Alce Nero, Paolo Pari di Almaverde Bio, Giovanni Di Costanzo di Bioitalia.

La relazione sulla gestione del bilancio, che chiude con un utile di 23.792 euro, è servita a fare il punto su un settore in piena salute nel mondo, in Europa e in Italia. Sono oltre 2 milioni e 800 mila le aziende che nel mondo si occupano di produrre, trasformare, vendere prodotti biologici; di queste oltre 72 mila operano in Italia. Nel rank mondiale l’Italia, anche per le dimensioni del nostro Paese nei confronti di Stati Uniti, Cina, Australia, Argentina, non brilla per le superfici coltivate a biologico (siamo comunque sesti nel mondo) quanto per la qualità dei suoi prodotti freschi e trasformati. In Italia il bio ha un giro d’affari intorno ai 5 miliardi di euro dei quali circa due provengono delle esportazioni in moltissimi Paesi del mondo, anche i più lontani come il Giappone.

Non tutto è oro quel che luccica ma denigrare il sistema italiano è un errore grave perché il sistema in quanto tale è virtuoso come la stragrande maggioranza delle aziende che lo compongono. Nella relazione all’assemblea il presidente Lino Nori ha precisato. “Gli episodi di truffe che sono emersi, alcuni particolarmente gravi e ormai datati, non possono mutare la realtà di fondo, ma devono invece spingere ad attuare miglioramenti che per essere efficaci devono intervenire con razionalità e concretezza sulle disfunzioni rilevate e non, come spesso avviene nel nostro Paese, soddisfare l’emozione del momento con provvedimenti demagogici e spesso controproducenti”.