A Milano il primo 'Alveare della Terra'

Inserito il 5 maggio, 2017 - 09:20

Nasce il primo Alveare della Terra in collaborazione con Slow Food Italia: è quello della Condotta Slow Food Milano, che ha deciso di aderire al progetto de L'Alveare che dice Sì!, la startup che unisce tecnologia e agricoltura sostenibile, dando la possibilità ai consumatori di fare la spesa in un modo semplice, comodo ed equo per chi vende e per chi compra, favorendo lo scambio diretto fra produttori locali e consumatori.


L’Alveare che dice Sì! rappresenta una vera e propria comunità virtuale che, tramite il portalewww.alvearechedicesi.it, permette a produttori locali e consumatori di unirsi per sostenere il consumo di prodotti freschi, genuini e a Km 0 come frutta, pane, verdura, formaggi, salumi e dolci. Le ordinazioni e il pagamento avvengono comodamente online; successivamente viene fissato un giorno a settimana in cui produttori e consumatori possono conoscersi per la distribuzione dei prodotti in un luogo fisico come un bar, un ristorante, una sala dell’associazione o, per l’appunto, la sede di Slow Food Milano, che aprirà le sue porte ogni giovedì dalle 18:30 alle 19:30.
'L’Alveare che dice Sì! nasce con l’intento preciso di rivalutare il cibo e il suo ruolo nella promozione di uno stile di vita sano', spiega Eugenio Sapora, responsabile nazionale della Rete de L’Alveare che dice Sì!. 'Era quindi del tutto naturale che nascesse una collaborazione con Slow Food, organizzazione no profit da sempre impegnata a dare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi lo produce, dell’ambiente e delle tradizioni. Milano è un punto di partenza importante: con 62 Alveari aperti e in costruzione, la Lombardia è la regione con la più alta concentrazione di Gruppi di Acquisto 2.0 in tutta Italia e si dimostra la più attenta a valorizzare e a promuovere i prodotti a Km 0'.
La maggior parte dei produttori che andranno a formare l’Alveare di Slow Food Milano aderiscono in prima linea alla filosofia Slow: i loro prodotti potranno essere acquistati sul sito de L’Alveare che dice Sì! oltre che al Mercato della Terra di Milano. Tra questi: Azienda agricola Fratelli Altrocchi, Cascina Lassi, Azienda agricola Zipo, Azienda agricola Rossi, Azienda agricola Aldo Casarotti, Eredi di Panificio Massimo Grazioli, Azienda agricola Cavalli Faletti, Ridibio di Ferrari Lorenzo, Azienda agricola Orlandini, Azienda agricola Belè, Passion Cocoa, L’Art Cafè Torrefazione, Oleificio Vitalba.
In particolare, l’azienda Agricola Marisa Orlandini si distingue per la filiera cortissima, poiché la fase di coltivazione e di produzione della pasta è seguita in laboratori propri, per ottenere un prodotto con certificazione filiera bio, tradizionale e artigianale. L’Art Cafè Torrefazione porta all’Alveare di Slow Food Milano l'esperienza di Tullio Plebani, mastro artigiano torrefattore, con una varietà di caffè che comprende anche il Presidio Slow Food dell'Harenna, caffè selvatico di foresta essiccato in modo naturale. Infine, il Panificio Grazioli oltre a pani tradizionali, realizzati con lievito madre e farine a Km0, produce e vende pani particolari come lo storico pan tramvai o il pane rubato, preparato secondo una vecchia ricetta risalente a un secolo fa.
L'inaugurazione avverrà mercoledì 10 maggio 2017 alle 18.30 presso la sede di Slow Food Milano (via Piranesi, 12), in occasione della Milano Food Week: saranno presenti Lorenzo Berlendis, vicepresidente Slow Food Italia, Eugenio Sapora, founder de L'Alveare che dice Sì! e il Comitato di Condotta di Slow Food Milano.
Numerosi gli appuntamenti che vedranno L’Alveare che dice Sì! protagonista durante la Milano Food Week (4-11 maggio): la startup sarà presente con uno stand a Seeds&Chips (8-11 maggio - Fiera Milano Rho), il summit internazionale dedicato all’innovazione nel settore agroalimentare, e interverrà lunedì 8 maggio nel panel “The precision retailing”. L’Alveare che dice Sì! parteciperà inoltre con i gestori degli Alveari lombardi ai tavoli di lavoro di Milano Food City, organizzata dal Comune di Milano e dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli con lo scopo di trasformare la città in un festival diffuso del gusto.