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SALESFORCE.COM, UN NUOVO MODELLO DI IMPRESA "SOCIALE"

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Un nuovo modello (di successo) di impresa socialmente responsabile

salesforce.jpgLa cultura della responsabilità sociale d'impresa (Corporate social responsability) all'estero e soprattutto negli Stati Uniti, è arrivata molto prima rispetto al tempo della sua diffusione in Italia. Con l'avvento della globalizzazione, infatti, sono diverse le multinazionali che hanno saputo far propria una nuova concezione aziendale, in grado di coniugare spirito imprenditoriale, etica e sostenibilità ambientale.
Tra le società che si distinguono per la loro attività corporate, c'è Salesforce.com, fornitore leader mondiale di applicazioni Crm online, che dal luglio del 2000 ha adottato un modello d'azienda assai innovativo e che per svolgere attività filantropica si avvale della Salesforce Fondation, la fondazione creata ad hoc.
Per saperne di più, Il Sole24Ore.com ha incontrato Isabel Kelly, dal 2002 responsabile della Salesforce Fondation per Europa, Medio Oriente e Africa e, pertanto, direttore del programma europeo di responsabilità sociale (cioè direttore Emea della Fondazione).
Kelly ha portato con sé il background di più di 10 anni di relazioni internazionali, lavorando per Amnesty International e collaborando con le Nazioni Unite e ancora l'esperienza nel campo della ricerca e della comunicazione.

Qual è la mission della Salesforce Fondation?
La storia della Salesforce Foundation comincia negli Stati Uniti, nel 2000, ma dopo il lancio la sua attività ha riscontrato grande successo, di qui l'espansione anche oltre oceano: oggi, infatti, conta uffici in Europa e in Asia. Il suo obiettivo di fondo resta però sempre lo stesso, ovvero incoraggiare l'assunzione di responsabilità nell'ambito delle comunità locali da parte delle imprese, a partire dalle prime fasi di crescita delle società.
La Fondazione, nata inizialmente per sostenere l'educazione tecnologica dei giovani che vivevano nei quartieri disagiati, ha velocemente ampliato il suo raggio d'azione: recentemente, infatti, ha stretto una partnership con Dell per il programma ambientale "Plant a forest for me" e ha da poco devoluto più di un milione di dollari ad altre associazioni non profit.

Che cosa può dirmi circa il vostro modello innovativo per la filantropia corporate?
L'obiettivo viene raggiunto tramite la promozione e l'implementazione del modello cosiddetto dell' "1/1/1", vale a dire con cui la società si impegna a donare l'1% del tempo, l'1% delle azioni e l'1% dei propri utili ad organizzazioni non profit, in modo da contribuire a fornire risorse tecnologiche e programmi di istruzione ai giovani delle comunità più svantaggiate e ancora, più recentemente, a favore della tutela dell'ambiente. Oggi le associazioni non profit che operano con la Fondazione sono più di 2.200.

In cosa consiste il suo compito per le sedi europee?
Per quanto mi riguarda, in qualità di direttore Emea della Foundation, sono responsabile dello sviluppo e della guida delle attività in Europa; il mio lavoro, che svolgo principalmente nel Regno Unito, in Irlanda e presso altri uffici regionali, viene sostenuto da tutti i dipendenti di Salesforce.com che dedicano parte del loro tempo libero ai giovani della propria comunità. Quando nel 2002 mi fu affidato questo incarico, negli Usa circa 200 dipendenti di Salesforce.com avevano donato oltre 3mila ore del proprio tempo in servizi alla comunità, nell'ambito dei progetti avviati negli Stati Uniti (oggi l'85% degli impiegati di Salesforce.com hanno donato collettivamente oltre 50mila ore del loro tempo, ndr). Ecco allora che tra i miei impegni fondamentali c'era proprio quello di riprodurre questo livello di attività nelle nostre sedi europee.

Ci sono altre aziende in Europa che hanno già adottato il vostro modello?
Sono già più di una cinquantina le società che hanno abbracciato il nostro modello Csr. Alcune, come Bluewolf e Theikos, offrono i loro servizi alle organizzazioni non profit a costi ridotti.

Sono a conoscenza del fatto che la Salesforce Fondation ha stretto un accordo con Google? A che punto è questo progetto?
Come la nostra Fondazione ha donato le proprie soluzioni ad oltre 2mila enti non profit, così Google ha offerto ad alcune organizzazioni non profit spazi pubblicitari online gratuiti attraverso il proprio programma "Google Grants". Al momento, Google offre il proprio supporto a 2.500 realtà non profit in 16 paesi.
Ma la Salesforce Foundation e Google stanno progettando di devolvere Salesforce Group Edition featuring Google AdWords alle reciproche organizzazioni senza scopo di lucro, vale a dire una nuova soluzione business di estrema utilità per supportare e ottimizzare l'attività degli enti non profit.
Gli enti selezionati potranno così ambire, a costo zero, allo stesso successo commerciale e di marketing, finora riservato solo al settore privato. Salesforce Group Edition featuring Google AdWords sarà disponibile anche per altri enti non profit entro il prossimo trimestre.

Quale messaggio si vuole lanciare nel recente libro scritto dal titolo "The business of changing the world", scritto a quattro mani da Marc Benioff, Ceo di Salesforce.com, e Carlye Adler, giornalista freelance che collabora con Fortune, FSB, Time-Asian Edition e Business week?
Questo libro, molto interessante, spiega come, almeno negli Usa, il volontariato sia ormai diventato parte integrante di alcune aziende e propone un modello per altre società che vogliano integrare la filantropia nell'esercizio della loro attività economica. In particolare, nel volume, Marc Benioff e altri 19 manager di successo, per la prima volta, si scambiano i propri segreti di filantropia aziendale, svelando come un'azienda possa avviare un proprio progetto in questo ambito e ottenere risultati assai positivi.

Tra le buone pratiche da rispettare nell'esercizio delle operazioni commerciali, al primo posto c'è la tutela dell'ambiente, ma si sta cercando di dare impulso alla rintracciabilità del prodotto per rendere trasparente la catena produttiva e soprattutto alla fidelizzazione dei dipendenti.


FONTE: www.ilsole24ore.com

Articolo di Chiara Conti

Articolo originale puoi leggerlo qui!

 

 

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