Sabato 15 settembre 2007 è stato presentato al pubblico del SANA un nuovo standard per l'impresa socialmente responsabile a 360 gradi
Si tratta di un nuovo standard, che ha debuttato a Milano il 9 luglio 2007, studiato per valutare le imprese socialmente responsabili in un'ottica più ampia possibile. Lo standard, denominato "valore sociale", è stato sviluppato da ICEA (istituto per la certificazione etica e ambientale), e si presenta innovativo rispetto ad altri già presenti a livello nazionale ed internazionale. Il SANA, in effetti, rappresenta un'ottima vetrina per lanciare nel mondo imprenditoriale, e per far conoscere ai consumatori, questo nuovo standard, considerata l'elevata sensibilità sociale degli espositori e dei visitatori del salone.
Nasce nel gennaio 2006 dall'esperienza maturata in materia di Responsabilità Sociale d'Impresa (RSI) dalle associazioni fondatrici: Mani Tese, Action Aid, Arci, Amnesty International Italia, Fondazione Banca Etica, Ucodep, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, che hanno collaborato nell'individuazione dei criteri valutativi da inserire nello standard come oggetto di valutazione. L'idea si è evoluta attraverso il coinvolgimento di diverse categorie di stakeholder, in momenti diversi. Il risultato è quindi uno standard di valutazione che trae il proprio fondamento dalla concertazione di diverse categorie, dalla collaborazione della cosiddetta società civile che crede nella CSr come strumento per migliorare la società in cui viviamo.
Così come una seria politica di CSr deve partire con un processo di stakeholder engagement, allo stesso modo un valido standard di valutazione non può essere sviluppato prescindendo dal coinvolgimento di un numero il più ampio possibile di categorie di stakeholder.
Un secondo elemento di novità è dato dalla valutazione che, come si è detto, valuterà l'impresa nei suoi comportamenti in diversi ambiti: ambientale, diritti umani, impatto sul mercato, attenzione al consumatore, solo per fare dei rapidi esempi.
Il giudizio finale, ed è questo il punto forte dello standard, sfocerà in una valutazione (una sorta di rating) in grado di esprimere in estrema sintesi il grado di responsabilità sociale dell'impresa: questo giudizio sarà rappresentato, su una scala molto simile a quella dell'efficienza energetica di alcuni elettrodomestici, dalle lettere che vanno dalla A (migliore valutazione ottenibile) a G (peggiore valutazione ottenibile).
Non resta quindi che aspettare per vedere il reale successo di uno strumento che, a regime, potrebbe essere in grado di mettere in movimento un circolo virtuoso di responsabilità sociale spinto dal mercato medesimo[1]: grazie allo standard Valore Sociale, per consumatori attenti alle proprie scelte di consumo sarà finalmente possibile acquistare in maniera critica e consapevole.
Per maggiori informazioni:
www.valoresociale.it
[1] A riguardo si veda D. Muzzarini, "Diffusione della CSR attraverso i meccanismi del mercato", per avere una prima idea di quali possano essere i meccanismi messi in moto da un simile strumento.



