La bellezza certificata NATRUE a Vivaness 2018

Inserito il 10 febbraio, 2018 - 14:48

Partner ufficiale di Vivaness dal 2016, NATRUE, Associazione internazionale con sede a Bruxelles che promuove la cosmesi naturale e biologica, parteciperà la settimana prossima, dal 14 al 17 febbraio, alla dodicesima edizione del prestigioso salone di Norimberga Hall 7A 251- 261. Un ampio stand condiviso con alcune delle principali aziende certificate, diviso in due parti: il Gate dei Pionieri (7A-251) dove saranno presenti i membri fondatori Laverana, Weleda, Primavera Life e Logocos e la Galleria dei Brand (7A-261) dove saranno anticipate le novità di prodotto: La Ferme de Beauté, Murnauer Markenvertrieb, DT Bio-Wellness, Gebr. Ewald, Yeso, BCG Baden-Baden Cosmetics Group e Gala Cosmetici.


Al centro della presenza NATRUE la promozione della trasparenza e dell’autenticità della cosmesi green come sintetizza il pay off ‘Diritto di conoscere, diritto di scegliere’. L’obiettivo è arginare il sempre crescente fenomeno greenwashing, ovvero la tendenza a spacciare per naturale e bio i cosmetici che in realtà non lo sono e spiegare con chiarezza come riconoscere, in fase di acquisto, i prodotti veramente naturali e i player che agiscono responsabilmente ed eticamente.
Mark Smith, direttore generale di NATRUE parteciperà, inoltre, a diversi momenti di approfondimento, in particolare mercoledì 15 febbraio alle 11 all’incontro sul tema: ‘Contro il greenwashing: comunicazione del valore aggiunto dei cosmetici naturali e certificati per i consumatori nel 2018’. Mentre venerdì 16 febbraio alle 13, Mark Smith presenterà il progetto URBIOFIN: sostenibilità come elemento impattante per il settore e le iniziative collegate come il progetto di trasformazione dei rifiuti urbani in packaging eco-sostenibile per i cosmetici naturali.
‘Vivaness rappresenta per NATRUE e le aziende partner un momento internazionale strategico per focalizzare l’attenzione sull’importanza di fare cultura sulla vera cosmesi naturale, biologica e certificata informando correttamente i consumatori sui rischi del greenwashing’, dichiara Smith.