L’AIAB vuole il bio all’Expo. Olivero favorevole

Inserito il 12 giugno, 2014 - 08:26

‘Il biologico, fiore all’occhiello del settore alimentare italiano, è chiamato ad avere un ruolo centrale durante il semestre italiano di presidenza europea e non può essere assente da EXPO 2015’.

E’ quanto è emerso dall’incontro avvenuto il 10 giugno tra il vice ministro dell’Agricoltura Andrea Olivero e il presidente di AIAB Vincenzo Vizioli.

Molti i temi trattati durante l’incontro da dove è emerso, da parte del vice ministro, un sostanziale riconoscimento dell’agricoltura biologica come settore strategico nello sviluppo e nell’orientamento delle politiche che riguardano l’agricoltura, la zootecnia e il modello alimentare.


‘Lo sviluppo del biologico in Italia - ha dichiarato Olivero - rappresenta un importante obiettivo strategico per la nostra azione di governo sul quale sono personalmente impegnato. Durante il semestre italiano in Europa – ha detto - intendo porre le tematiche relative al settore biologico come priorità. Allo stesso tempo, ci adopereremo perché nell’ambito di EXPO 2015, il settore bio riceva lo spazio e l’attenzione che merita’.

Il vice ministro e il presidente di AIAB Vincenzo Vizioli hanno infatti concordato sulla necessità di una presenza strutturale del biologico all’evento mondiale dedicato ai temi della nutrizione e nel quale l’Italia deve presentarsi leader di un nuovo modello di agricoltura e alimentazione fondato sulla biodiversità, sulla sostenibilità, sulla produzione familiare e contadina.

Secondo una ricerca condotta da AIAB in Italia, nel primo semestre 2013, nonostante il calo del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali, si è registrato un incremento dell’8,8 % dei consumi di biologico.

In continua crescita anche i numeri relativi all’export: gli operatori nazionali presentano un fatturato oltre frontiera che si assesta, secondo gli ultimi dati, sopra il miliardo di euro. L’Italia, dunque, si conferma il primo paese europeo per esportazione di prodotti biologici nonché grande protagonista sulla scena europea e mondiale: poco meno di 50 mila operatori impegnati nella produzione, su 1,2 milioni di ettari di terreno, muovono un giro d’affari di oltre 3 miliardi di euro.

Numeri che non lasciano dubbi: una presenza forte di questo settore all’interno della manifestazione può rappresentare per l’Italia un modo innovativo, ma già pienamente operativo, di interpretare lo sviluppo agricolo del prossimo futuro.

Durante l’incontro è stato inoltre ribadito quanto sia importante che la Presidenza italiana si occupi della nuova proposta di Regolamento sul biologico, che porrà le basi normative per i produttori biologici in Europa nei prossimi anni.

L’associazione ha inoltre chiesto un consolidamento dei finanziamenti per la ricerca bio previsti da una delle prime tasse verdi istituita nel ’99 (2% sui pesticidi), nonché una scelta netta per promuovere e sviluppare l’agricoltura biologica nella rete rurale e nei singoli PSR utilizzando al meglio il Piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica recentemente approvato dalla Commissione europea. Infine, grande sintonia si è trovata sull’attivazione dei bio-distretti e sulla promozione dell’agricoltura sociale.

‘Abbiamo trovato nel vice-ministro Olivero – ha detto Vincenzo Vizioli - una persona sensibile ai temi presentati e preparata sull’agenda del biologico, a partire dai necessari interventi sul sistema di controllo.