Iniziative per un’alta moda senza chimica

Inserito il 26 febbraio, 2014 - 09:10

Continuano in molte città del mondo le manifestazioni di Greenpeace per chiedere alle case di Moda di ripulire le proprie filiere dalle sostanze chimiche pericolose. il 21 febbraio a San Pietroburgo - mercato chiave per i brand del lusso - un giovane re nudo ha sfilato davanti ad uno dei negozi Luis Vuitton, per chiedere alla nota casa francese di eliminare le sostanze chimiche pericolose dai propri prodotti e dalle proprie filiere.
A città del Messico un vero e proprio corteo regale ha portato le richieste del piccolo Re per una moda di cui tutti possiamo andare orgogliosi.


'Versace Detox now’ è il messaggio consegnato invece a Francoforte, insieme alle oramai migliaia di richieste di consumatori via Facebook e Twitter perchè questo brand sia all’altezza dell’immagine di esclusività che vende ai suoi clienti.

Pochi giorni fa Greenpeace International ha pubblicato un nuovo rapporto che mostra come le stesse sostanze chimiche pericolose usate dai marchi di largo consumo sono impiegate anche dai brand del lusso - come Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana - per produrre capi di alta moda per bambini.

Sono stati testati 27 prodotti di otto case d’alta moda; 16 di questi (8 dei quali made in Italy) sono risultati positivi per una o più delle seguenti sostanze chimiche: nonilfenoli etossilati (NPEs ), ftalati, composti perflorurati e polifluorurati e antimonio.

La più alta concentrazione di nonilfenoli è stata rilevata in una scarpa ballerina Louis Vuitton prodotta in Italia e venduta in Svizzera. La concentrazione totale più alta di composti polifluorurati (PFCs) è stata rilevata in una giacchetta a marchio Versace.

Queste sostanze, una volta rilasciate nei laghi e nei fiumi a seguito del processo produttivo o del lavaggio dei vestiti, hanno la proprietà di accumularsi nell’ambiente e sono stati ritrovate anche nelle regioni più remote del Pianeta. Alcune di esse possono interferire con il sistema ormonale di uomini e animali.