Il futuro di Alce Nero? Monti: 'E’ già nel presente'

Inserito il 11 settembre, 2017 - 00:31

Lo scorso luglio l’annuncio della joint venture tra Alce Nero, La Linea Verde - DimmidiSì e Brio, per la produzione di prodotti biologici freschi ad alto contenuto di innovazione e servizio per l’Italia e l’estero. In questi giorni la presentazione ufficiale della nuova linea Alce Nero Fresco, nata dalla joint venture, al SANA di Bologna. Green Planet ha incontrato nello stand Alce Nero della Fiera bolognese Massimo Monti, amministratore delegato della neonata società.


- Cosa vi ha spinto a intraprendere questa scelta e perché proprio La Linea Verde?
‘Sono molto contento, dopo oltre due anni di lavoro il marchio Alce Nero si arricchisce di queste importanti novità. Prodotti di questo tipo, ad alto contenuto di servizio, sempre più richiesti dal mercato, rafforzano molto il nostro brand. Tuttavia, essendo Alce Nero un marchio ombrello che commercializza prodotti di partner agroindustriali, non sarebbe stato possibile allargare all’infinito la compagine sociale inserendo nuovi soci né sarebbe stato fattibile in termini logistici, per via della specializzazione richiesta da questo tipo di prodotto. Per questo la soluzione di creare una nuova società, che sostanzialmente replichi quello che fa Alce Nero ma con focus sul fresco ci è apparsa ideale. La Linea Verde è per noi un partner industriale eccellente: azienda leader in Italia, quarto player in Europa nella IV gamma; i prodotti realizzati dalla società di Manerbio sono assolutamente coerenti con le nostre linee guida, ovvero sono naturali, con nessun tipo di aroma né additivi, semplici e con ricette corte. Il cuore di quella che si è concretizzata come Alce Nero Fresco Spa esisteva già in termini di produzione; si trattava solo convincere il nostro partner che il loro sviluppo nel bio sarebbe stato più semplice con Alce Nero piuttosto che con il loro marchio DimmidiSì. È stato questo l’elemento cruciale'.
- Dunque tutto è pronto per entrare sul mercato o si prevedono lungaggini burocratiche per le certificazioni?
'La materia prima biologica c’è già perché la Linea Verde produce da tempo prodotti bio a Private Label all’estero, soprattutto di IV gamma; quello su cui dobbiamo lavorare e di cui si dovrà occupare Brio, il terzo partner della joint venture, è sviluppare nostre filiere per queste nuove tipologie di prodotti. La materia prima c’è, e non è un problema trovarla di qualità se si è disposti a valorizzarla. Entro due settimane saranno sugli scaffali le referenze di IV gamma ed entro un mese l’intera linea Alce Nero Fresco sarà disponibile sul mercato'.
- Come verrà ripartita la commercializzazione dei prodotti tra le due società? Ciò che è ‘fresco’ passerà in capo ad Alce Nero Fresco? Quali sono le idee di sviluppo di prodotto per il futuro?
'Alce Nero Fresco si occuperà di tutto ciò che è ortofrutta eccezion fatta, almeno in questa fase, per la prima gamma, che rimarrà in mano a Brio anche se in futuro però non si esclude possa rientrare nella gestione commerciale di Alce Nero Fresco. Per ora la componente ortofrutticola sarà quella più importante in termini di sviluppo, ma pensiamo di poter crescere anche nei latticini e nei sostitutivi dei latticini, per i quali probabilmente verrà creata una forza vendita dedicata mantenendo comuni le attività di logistica e trade marketing. Oltre IV gamma e zuppe, dunque la nostra idea è ampliare il comparto dei latticini. Nei prossimi mesi la commercializzazione degli yogurt passerà in mano ad Alce Nero Fresco. Per il futuro inoltre abbiamo un’infinità di possibilità: sicuramente lavoreremo sulle bevande, succhi ed estratti; verosimilmente verranno inseriti prodotti sostitutivi della carne; e magari si aggiungerà qualche referenza di V gamma'.
- Quali sono le aspettative attorno ad Alce Nero Fresco?
‘Le aspettative sono sempre relative. Io per esempio ho preparato un budget che per i nostri soci sottostima le reali possibilità. Mi auguro che sia così ma ancora nulla è certo. Credo però che le potenzialità siano almeno quanto quelle del grocery; ci vorrà del tempo ma sono sicuro che presto Alce Nero Fresco diventerà una parte importante del marchio Alce Nero'.
- E la pizza? Sembra stia riscuotendo buon successo tra i visitatori dell’area riservata alle innovazioni di prodotto, il SANA Novità...
'La pizza è un’anticipazione di un altro progetto, simile a quello che abbiamo realizzato con il fresco, per i surgelati. Entro la fine dell’anno sarà creata una nuova società, il cui nome non è ancora stato definito, con un partner qualificato e specializzato in questo tipo di produzione, Roncadin Spa. Si tratta di un prodotto coerente con il marchio Alce Nero: l’impasto è realizzato con farina semi-integrale, il condimento è fatto con prodotti di altri nostri soci e il metodo di lavorazione, anche se industriale, è molto simile a quello artigianale. Insomma è un prodotto di alto livello. Un’altra referenza in degustazione in questi giorni allo stand è lo yogurt biologico Alce Nero, il primo con latte fieno'.
- Alce Nero sembra non voler smettere di stupire. E per il futuro cosa ci riserverà ancora?
'Per il futuro l’idea è senz’altro ampliare la gamma di prodotti freschi ad alto contenuto di servizio e continuare a sviluppare i progetto che stiamo avviando. L’intenzione però è anche crescere sui mercati esteri, ovvero costruire reti, joint venture e partnership commerciali in giro per il mondo. Al momento le nostre vendite fuori dall’Italia pesano appena il 20% ma crediamo che una azienda ambiziosa non possa esimersi dall’internazionalizzarsi. Per farlo, il modo ideale per Alce Nero è trovare sul posto collaboratori validi che credano nella produzione di qualità; per noi questo è il primo passo per crescere in nuovi mercati’.
Chiara Brandi