Fusato (Brio): bio è il 2% dell'ortofrutta, margini di crescita

Inserito il 2 marzo, 2017 - 22:59

Gli ultimi dati sull’ortofrutta biologica indicano che il settore ha ancora margini di crescita. Lo ha sostenuto Tom Fusato, direttore commerciale di Brio spa, in occasione del convegno ‘Agricoltura biologica: un’opportunità per il territorio', che si è tenuto il 28 febbraio a Zevio (Verona), organizzato dalla cooperativa La Primavera con il sostegno della stessa Brio, e a cui hanno partecipato tra gli altri Giorgio Mercuri, presidente della Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, e Albino Migliorini, presidente di La Primavera.


Pur sottolineando come i dati non siano ancora ufficiali, Fusato ha snocciolato i numeri di un settore in espansione: solo nella grande distribuzione il giro d’affari annuo legato al consumo di ortofrutta biologica in Italia è stimato attorno ai 165 milioni di euro (dati Nielsen dicembre 2016) per una quota attorno al 2% sul totale dell’ortofrutta, con margini di miglioramento notevoli soprattutto, ha ricordato Fusato, se si puntasse maggiormente alla vendita di ortofrutta bio sfusa. Alcuni problemi legati alla logistica, tuttavia, limitano la penetrazione nelle catene. Ad ogni modo nella GDO l’incremento per l’ortofrutta lo scorso anno sul 2015 è stato del 26,9% a valore e del 18,6% a volume.
Nella spesa di prodotti biologici l’ortofrutta ha un ruolo di primo piano dal momento che il 74% delle famiglie italiane nell’ultimo anno ha acquistato frutta e verdura bio almeno una volta, con un’incidenza della spesa bio sul totale del 4%. Il peso dell’ortofrutta bio tuttavia ha un’incidenza solo del 2% sul totale dell’ortofrutta.
Germania e Francia rimangono i Paesi con la maggiore incidenza sulle vendite di ortofrutta bio in Europa, con numeri superiori all'Italia, grazie a un giro d’affari rispettivamente di 9 e 7 miliardi di euro.
Per sfondare nel bio, secondo Fusato, comunque servono tre caratteristiche fondamentali: professionalità, qualità e onestà.
Alla presentazione di Fusato - che ha fornito numeri dettagliati anche di Brio, che ha chiuso il 2016 con un fatturato di quasi 70 milioni di euro (+12%) - si è affiancata quella di Migliorini che si è concentrato sulle attività di La Primavera ricordando come passare al bio si possa ottenendo anche ottimi risultati, nel segno della sostenibilità. Giorgio Mercuri ha sottolineato invece la necessità di fare aggregazione e rafforzare la consapevolezza nei consumatori che il bio è sano.