Falso bio in Sicilia per rispondere alla domanda crescente

Inserito il 6 novembre, 2017 - 13:06

I clienti tedeschi, inglesi e di altri Paesi europei chiedevano più ortofrutta bio e nove aziende siciliane certificate bio gliela fornivano attingendo, senza farsi problemi, da produttori dell’agricoltura convenzionale. Una truffa che la Guardia di Finanza ha smascherato e che getta discredito sull’agricoltura biologica siciliana. Truffa verso i consumatori e non solo. I nove titolari sono indagati infatti per i reati di frode in commercio e truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione Europea. Gli indagati avrebbero percepito indebitamente finanziamenti ed incentivi all’agricoltura biologica per circa un milione di euro.


Le indagini sono partite all’inizio di quest’anno nel Ragusano e nel Siracusano. I finanzieri hanno effettuato per mesi indagini tecniche, pedinamenti, appostamenti ed analisi di movimentazioni bancarie, attraverso le quali sono state passate al setaccio le aziende certificate bio nei Comuni di Modica, Scicli, Ragusa, Ispica, Pozzallo, Vittoria, Acate, Siracusa e Bologna.
In concreto dalle indagini risulta che, per soddisfare la crescente domanda dei mercati esteri, in eccesso rispetto alle disponibilità di raccolto, sarebbero stati incamerati nei magazzini aziendali destinati al prodotto biologico, anche partite di merce convenzionale, provenienti direttamente da terreni, non certificati, di ignari produttori agricoli di diverse zone della Sicilia. I risultati delle analisi chimiche sarebbero stati alterati su campioni di prodotti, che venivano poi confezionati ed etichettati con la tipica raffigurazione della 'fogliolina verde’. I finanzieri hanno sequestrato oltre 10mila chili tra prodotti chimici, fertilizzanti, concimi, sementi alterate e pesticidi rigorosamente vietati in agricoltura biologica, rinvenuti nei magazzini aziendali e nei terreni dichiarati ufficialmente nel Programma annuale di produzione (P.A.P.) delle aziende agricole certificate. I finanzieri sono riusciti a risalire alle ditte fornitrici degli agenti chimici vietati, scoprendo, tra l’altro, un sistema di evasione fiscale di oltre 200 mila euro. È stata sequestrata anche tutta la documentazione contabile relativa ai rapporti commerciali intrattenuti dalle aziende indagate con clienti e fornitori nazionali ed esteri, nonché quella extracontabile che era stata nascosta. L’esame della documentazione sequestrata, concernente acquisti e vendite di prodotti deperibili transitati nei magazzini tra il 2015 ed il 2017 e poi destinati ai vari clienti nei Paesi del Nord Europa, ha consentito di quantificare in oltre 8 milioni di euro l’ammontare delle movimentazioni di falsi prodotti bio effettuate dalle aziende controllate.
Nell’indagine avviata dalla tenenza di Modica, i militari sono stati affiancati dall’Ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero per le Politiche agricole. I titolari delle nove aziende dovranno ora rispondere davanti al Tribunale di Ragusa dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio ed alla truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’UE, per il conseguimento di erogazioni pubbliche relative all’agricoltura biologica.