Fairwatch critica le conclusione di Rio+20

Inserito il 25 giugno, 2012 - 20:31

Un documento senza ambizione, senza impegni e senza visione del futuro. Questo è il risultato di mesi di un negoziato che avrebbe dovuto portare a un nuovo paradigma di società per controbilanciare gli impatti negativi sociali ed ambientali dell'attuale modello economico.

Il testo conclusivo di Rio+20 è adeguatamente vago per non impegnare i Governi sui temi sostanziali, come la tutela della biodiversità, dove il Protocollo di Nagoya viene semplicemente citato auspicandone la ratifica, o sulla lotta al cambiamento climatico, dove rimandando all'accordo di Durban del dicembre scorso non si fa alcun passo avanti significativo verso la prossima Conferenza delle Parti, in programma per il prossimo dicembre a Doha.
 


Capitolo a parte, la questione della green economy.

'Approccio volontario e focalizzazione sulla deregolamentazione, invece che su norme stringenti' spiega Alberto Zoratti dell'Ong italiana Fairwatch, membro della rete internazionale Climate Justice Now!. 'Stiamo subendo oggi - continua Zoratti - le conseguenze degli eccessi del mercato e della discrezionalità e l'assenza di standard vincolanti'.

I nuovi meccanismi di mercato, presentati come novità e elemento da sfruttare, rischiano di essere un problema domani se gestiti con le ricette conosciute fino ad oggi. 'I nuovi strumenti finanziari e i nuovi asset che stanno nascendo, come quello del carbonio e delle foreste, sono stati denunciati dai movimenti della società civile riuniti alla Cupula dos Povos di Rio come rischiosi', conclude Zoratti. 'Foreste usate come merce di scambio nel mercato delle emissioni, con il rischio che questo approccio si sposti anche sulla biodiversità e sul patrimonio naturale in generale. A Rio si è persa una grande opportunità, ma i vincitori ci sono e le conseguenze non saranno semplici da gestire'.