Esportare bio in Cina si può, rispettando gli standard

Inserito il 30 marzo, 2018 - 11:05

Venerdì 23 marzo CCPB ha organizzato a Bologna il workshop ‘Il mercato dei prodotti biologici in Cina’, che ha visto la partecipazione di numerose aziende interessate a capire come si ottengono la certificazione e i permessi per l’export in Cina. Oggi infatti non esiste un accordo di equivalenza tra Unione Europea e Cina sull’agricoltura biologica, perciò le aziende italiane ed europee devono essere necessariamente certificate anche secondo gli standard cinesi. Questi prevedono la certificazione di tutta la filiera secondo quattro possibili livelli: produzione, processo, marketing e sistema di gestione.


CCPB è in contatto con GRIT-CERT, organismo di certificazione riconosciuto dall'autorità pubblica cinese, i cui rappresentanti hanno partecipato al workshop CCPB per spiegare come ottenere il certificato di conformità bio con il quale è possibile vendere prodotti biologici sul mercato cinese.
Con 6 miliardi di euro di fatturato annuo, il mercato cinese è il quarto al mondo dopo Stati Uniti, Germania e Francia. L’Italia è il Paese con il più alto numero di imprese esportatrici verso la Cina. ‘Il biologico italiano ha una grande vocazione internazionale, la Cina è uno di quei Paesi dove può avere più successo’, ha commentato Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB.
Le aziende interessate possono contattare Davide Pierleoni, responsabile dell’ufficio commerciale e marketing di CCPB: dpierleoni@ccpb.it.
Le aziende certificate da CCPB sono circa 12 mila, di cui oltre 11 mila nel settore biologico, e fanno riferimento ad affermati gruppi agroalimentari, al comparto della grande distribuzione, a piccole e medie imprese del settore agricolo ed alimentare e a diverse società emergenti. Un terzo del fatturato complessivo della produzione biologica italiana (3,1 miliardi di euro) è certificato da CCPB.