Dibattito

Carnemolla-Berton, quando il bio è diviso

Inserito il 27 giugno, 2013 - 13:18

L'editoriale di GreenPlanet di due settimane fa, dedicato, in modo un po' provocatorio, alle bio-mafie, ha suscitato molteplici reazioni tra le quali un articolato botta-risposta tra un lettore e il presidente di Federbio, Paolo Carnemolla. Perché i nostri lettori che vorranno leggere questo lungo confronto a distanza, ne ricavino una loro personale opinione e poiché riteniamo che il dibattito sia sempre positivo, anche quando muove da posizioni che condividiamo poco o nulla, pubblichiamo per esteso la parte iniziale di questa corrispondenza che tocca, in ogni caso, aspetti importanti del biologico italiano in questa delicata fase della sua storia, compreso il ruolo che sta giocando il ministero dell'Agricoltura, che stanno giocando i certificatori, che sta giocando la stessa Federbio. [...]

Piva spiega a Farinetti cos'è il bio

Inserito il 27 novembre, 2012 - 20:52

Volentieri riportiamo queste frasi rilasciate da Fabrizio Piva, amministratore delegato del CCPB di Bologna, ad altro sito che si occupa dei nostri temi. Le riportiamo perché danno forza alla difesa del biologico da attacchi davvero sconcertanti come quello mosso al biologico dal patron di Eataly Oscar Farinetti.

Scrive Piva: 'Il biologico è un patrimonio di tutti, in particolare di tutti coloro che attraverso regole e disciplinari di produzione trasparenti e condivisi, vogliono coniugare sostenibilità e produttività, che non è affatto una brutta parola. Per questo quando usiamo il termine certificazione biologica, usiamo una parola che ha un valore riconoscibile ormai non solo nel ricco occidente ma in tutto il mondo: Cina, India, Corea, Giappone, Brasile, Argentina, Africa Mediterranea. In questi e molti altri Paesi il biologico - ricorda sempre Piva - è anche sinonimo di certificazione, di garanzia di sistemi di produzione che hanno tratto un grande beneficio dalla certificazione. [...]

Rio+20: per il WWF un'occasione sprecata

Inserito il 26 giugno, 2012 - 13:21

Alla chiusura dei negoziati di Rio+20 (il 21 giugno alle ore 22 italiane) il direttore generale del WWF Jim Leape, ha dichiarato: 'Rio+20 era una conferenza sulla vita; sulle future generazioni; sulle foreste, gli oceani, i fiumi e i laghi da cui tutti noi dipendiamo per avere cibo, acqua ed energia. Era una conferenza per affrontare la pressante sfida di costruire un futuro che ci possa sostenere. Sfortunatamente, i leader del pianeta riuniti qui hanno perso di vista questa urgente motivazione. Ma l’urgenza di agire non è cambiata. E la buona notizia è che lo sviluppo sostenibile è una pianta che ha messo radici; crescerà nonostante la debole leadership politica qui a Rio.
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Fairwatch critica le conclusione di Rio+20

Inserito il 25 giugno, 2012 - 20:31

Un documento senza ambizione, senza impegni e senza visione del futuro. Questo è il risultato di mesi di un negoziato che avrebbe dovuto portare a un nuovo paradigma di società per controbilanciare gli impatti negativi sociali ed ambientali dell'attuale modello economico.

Il testo conclusivo di Rio+20 è adeguatamente vago per non impegnare i Governi sui temi sostanziali, come la tutela della biodiversità, dove il Protocollo di Nagoya viene semplicemente citato auspicandone la ratifica, o sulla lotta al cambiamento climatico, dove rimandando all'accordo di Durban del dicembre scorso non si fa alcun passo avanti significativo verso la prossima Conferenza delle Parti, in programma per il prossimo dicembre a Doha.
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Rio+20 e i 'predatori della green economy'

Inserito il 25 giugno, 2012 - 18:12

Riprendiamo un articolo che non condividiamo del tutto nei contenuti ma che fa riflettere di Paolo Cacciari, architetto e giornalista, fratello del filosofo già sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, apparso su 'Articolo 21' sotto il titolo 'Il fallimento di Rio+20 e il marketing ingannevole dell'economia verde'. Qui di seguito il testo:

'Come previsto, il summit sulla terra dell’Onu di Rio de Janeiro (“Rio+20”) si è concluso con un totale fallimento. Rappresentanti di più di 170 stati, organizzazioni non governative e lobbisti di ogni genere si sono mescolati in una bolgia senza coerenza e senza costrutto.
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Nori: la filiera, un patto vincente

Inserito il 16 aprile, 2012 - 15:08

Da alcuni mesi, a seguito della vicenda Gatto con gli Stivali, il mondo del biologico vive la necessità di una svolta, sia dal punto di vista culturale che da quello pratico.

La crisi della maxi truffa ha costretto ad un ripensamento di quanto fatto fino ad oggi, riconoscendo gli errori e salvaguardando i valori del settore: salute, tradizione, sostenibilità ambientale.

Il rafforzamento del sistema di controllo è sicuramente un intervento necessario peraltro già da tempo in atto. Ma altrettanto essenziale è anche una risposta, in un certo senso complementare, che consiste nella riscoperta non solo teorica ma soprattutto pratica delle filiere nazionali. [...]

Carnemolla: con AIAB azione comune contro le frodi

Inserito il 23 marzo, 2012 - 23:52

In relazione al nostro editoriale di mercoledì scorso - dal titolo 'AIAB-Federbio, prove di disgelo (con riserva)' - dal presidente di Federbio, Paolo Carnemolla, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

'Mi trovo d’accordo sul fatto che 'avere due visioni, due punti di vista diversi non è per forza negativo, aiuta, rafforza le garanzie per il settore perché lo rappresenta nella sua complessità'.
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'I Distretti utili a un nuovo sviluppo'

Inserito il 2 marzo, 2012 - 09:42

Riceviamo da Demetrio Pancotto, collaboratore tecnico di AMAB Marche, e volentieri pubblichiamo qui di seguito un breve intervento che entra nel dibattito avviato da GreenPlanet su filiera bio e distretti bio:

'Egregio Direttore, condivido pienamente le sue considerazioni sui distretti bio e aggiungo brevemente: [...]

No alle 'riserve indiane', sì alle regole di filiera

Inserito il 25 febbraio, 2012 - 23:18

Ritengo, non certo da ora, che i biodistretti siano delle 'riserve indiane'; il distretto non può risolvere i problemi del settore biologico perchè non affronta le problematiche dei differenti soggetti che partecipano alla costruzione di un prodotto.

Parcellizza una determinata area e, in virtù di alcuni incentivi, cerca di sostenere l'agricoltura biologica in un determinato territorio senza intervenire nei rapporti che si instaurano fra un operatore e l'altro. Il distretto fra l'altro non aiuta l'espansione ma crea una recinto dorato in cui magari il biologico può anche prosperare ma non crea le condizioni per una positiva contaminazione a livello di sistema agroalimentare. [...]

Di Costanzo (BioItalia): no ai distretti, sì alla filiera

Inserito il 23 febbraio, 2012 - 20:10

Giovanni Di Costanzo di BioItalia ha accolto subito l'invito a dibattere i temi (bio-distretti e filiera bio) lanciati nell'editoriale di GreenPlanet di ieri 22 febbraio. Lo ringraziamo per questo e per le puntuali considerazioni espresse nella speranza che altri intervengano sui due argomenti. Ecco il testo integrale di Di Costanzo.

'Egregio Direttore, ho letto l'editoriale e vorrei fare alcune considerazioni. Mentre mi trova in totale disaccordo sui biodistretti, sono invece molto favorevole alle filiere ed auspico che queste possano nascere e svilupparsi velocemente. Cercherò di spiegare le due cose. [...]

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