L'iniziativa di fecondazione artificiale per 2.000 pecore e' finanziata interamente da Arsial. Forse un apposito centro regionale
(ANSA) - ROMA, 29 APR - Un progetto pilota sulla fecondazione artificiale ovina che coinvolge circa 20 allevatori iscritti al Libro Genealogico della Razza Sarda, per un totale di circa 2.000 pecore, e' stato avviato dall'Arsial, in collaborazione con le Associazioni provinciali degli allevatori di Viterbo, Roma e Rieti, l'Associazione Nazionale della Pastorizia (Assonapa) e l'Istituto Zootecnico e Caseario della Sardegna.
L'iniziativa, finanziata interamente da Arsial, e' nata da esigenze manifestata dagli allevatori di reperire con piu' facilita' materiale genetico. Il piano ipotizza anche la costituzione di un centro regionale per la Fecondazione Artificiale ovina.
La particolarita' del progetto, avviato oggi, consiste inoltre nell'utilizzo di seme fresco, proveniente dal centro Genetico della Razza Sarda di Bonassai e prodotto da soli arieti miglioratori.
La durata limitata del seme fresco evidenzia la forte sinergia nella logistica tra le strutture sardo-laziali. Se la tecnica riproduttiva proponibile sara' in grado di condurre a risultati importanti, si potra' produrre, al Centro per la Riproduzione di Testa di Lepre di Arsial, seme fresco ovino, gia' per la campagna del 2007.
Il Lazio e' la seconda regione per importanza nel comparto ovi-caprino dopo la Sardegna.
Le tendenze generali nella regione, riportate dai dati dell'ultimo Censimento Istat, evidenziano che le riduzioni del numero degli animali allevati, generalmente meno marcate di quelle delle corrispondenti aziende allevatrici, hanno determinato aumenti del numero medio di capi per azienda.
In particolare, tale aumento e' stato di quasi 8 capi per le aziende con allevamenti ovini che hanno una consistenza media di 49 capi.
Alla fine del 2004, incrociando i dati dell'Indagine speciale Istat e quelli forniti dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, si ha, pero', conferma che il numero di aziende ovi-caprine nel Lazio e' sceso a poco piu' di 8.000, con una ulteriore diminuzione rispetto a quelle del 2000 di oltre 2.000 aziende.
L'iniziativa, finanziata interamente da Arsial, e' nata da esigenze manifestata dagli allevatori di reperire con piu' facilita' materiale genetico. Il piano ipotizza anche la costituzione di un centro regionale per la Fecondazione Artificiale ovina.
La particolarita' del progetto, avviato oggi, consiste inoltre nell'utilizzo di seme fresco, proveniente dal centro Genetico della Razza Sarda di Bonassai e prodotto da soli arieti miglioratori.
La durata limitata del seme fresco evidenzia la forte sinergia nella logistica tra le strutture sardo-laziali. Se la tecnica riproduttiva proponibile sara' in grado di condurre a risultati importanti, si potra' produrre, al Centro per la Riproduzione di Testa di Lepre di Arsial, seme fresco ovino, gia' per la campagna del 2007.
Il Lazio e' la seconda regione per importanza nel comparto ovi-caprino dopo la Sardegna.
Le tendenze generali nella regione, riportate dai dati dell'ultimo Censimento Istat, evidenziano che le riduzioni del numero degli animali allevati, generalmente meno marcate di quelle delle corrispondenti aziende allevatrici, hanno determinato aumenti del numero medio di capi per azienda.
In particolare, tale aumento e' stato di quasi 8 capi per le aziende con allevamenti ovini che hanno una consistenza media di 49 capi.
Alla fine del 2004, incrociando i dati dell'Indagine speciale Istat e quelli forniti dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, si ha, pero', conferma che il numero di aziende ovi-caprine nel Lazio e' sceso a poco piu' di 8.000, con una ulteriore diminuzione rispetto a quelle del 2000 di oltre 2.000 aziende.
Ansa, 29 aprile 2005



