| IL MAIS BT 10 DI SYNGENTA È RESISTENTE AGLI ANTIBIOTICI |
|
|
|
| Thursday 31 March 2005 | |
|
Contrariamente a quanto inizialmente assicurato dalla società elvetica e dalle autorità sanitarie Usa, il mais OGM non autorizzato diffuso a migliaia di tonnellate non sarebbe del tutto identico al Bt11: contiene un gene che conferisce resistenza all'ampicillina, antibiotico molto diffuso.
Sarà arrivato anche in Italia? (AGI) - Londra, 31 mar. - Le centinaia di tonnellate di mais geneticamente modificato accidentalmente prodotto dalla Syngenta senza autorizzazione, contengono un gene che le conferisce la resistenza agli antibiotici. Lo rivela un articolo apparso sulla rivista scientifica Nature di oggi. Contrariamente a quanto avevano assicurato in prima battuta i responsabili della multinazionale elvetica e quelli delle autorita' sanitarie Usa, il mais prodotto accidentalmente, il Bt10, non sarebbe quindi del tutto identico a quello che invece aveva ricevuto l'autorizzazione, il Bt11. Nel primo mais infatti i bioingegneri della Syngenta avrebbero introdotto una modifica determinante e considerata a rischio sia per la salute umana che per l'ambiente e cioe' un gene (assente nel Bt11) che conferisce al mais la capacita' di resistere alla ampicillina, un antibiotico molto diffuso. La portavoce della Syngenta, Sarah Bull, ha pero' assicurato che il gene si disattiva una volta che la pianta nata da sementi Ogm arriva a maturazione e produce a sua volta semi. La pratica di utilizzare geni resistenti agli antibiotici e' molto diffusa sprattutto nel momento in cui si devono sviluppare diverse varieta' di piante Ogm. Ma la mutazione deve essere rimossa prima che il prodotto geneticamente modificato abbia la possibilita' di entrare nella catena alimentare. La presenza di questo gene era gia' nota anche al governo britannico. Nel 2003 infatti l'Advisory Commitee on Release to the Environment, emise uno speciale avviso dopo aver usato proprio il Bt10 chiedendo che il Bt11 non avesse quella particolare modifica per essere destinato all'alimentazione umana. La presenza di questa particolare mutazione genetica nel mais prodotto accidentalmente dalla Syngenta negli Usa e venduto in tutto il mondo, pone quindi dei seri problemi con l'Unione Europea. Le autorita' sanitarie Usa e la Syngenta hanno infatti comunicato in prima battuta al Commissario per la salute e la tutela dei consumatori dell'UE che il mais non autorizzato "era identico a quello autorizzato" e che solo un centinaio di chilogrammi di sementi erano state importate in Europa, in particolare in Francia e in Spagna. Ora la scoperta della presenza del gene per la resistenza agli antibiotici cambia completamente la situazione. Proprio lo scorso aprile infatti l'Autorita' Europea per la sicurezza alimentare aveva inviato una raccomandazione ai paesi membri in cui si raccomandava di confinare i prodotti transgenici resistenti alla ampicillina, "solo ed esclusivamente nell'ambito delle sperimentazioni sul campo perche' questo tipo di modifica non deve essere presente nei prodotti destinati al mercato". Invece questi prodotti, venduti come mais Bt11 sono finiti proprio sul mercato europeo. ---------- Non si può trattare di "centinaia di tonnellate", dato che la stessa Syngenta dichiara che il mais non autorizzato è stato seminato su 150 kmq, che fanno 15.000 ettari. Se da 15.000 ettari uscissero solo alcune "centinaia di tonnellate", non si capirebbe proprio il senso "commerciale" degli OGM. Le tonnellate sono almeno 150.000... ---------------- GREENPEACE ATTACCA SYNGENTA SULLA TRUFFA DEL MAIS OGM BT 10 Roma, 31/03/2005 - Greenpeace attacca duramente la Syngenta, che ha tentato deliberatamente di truffare i consumatori, ammettendo la contaminazione del mais Ogm Bt10/Bt11 (come riporta "Nature" del 24/03), ma senza far sapere, tra le altre cose, che il Bt10 conteneva un gene marcatore della resistenza agli antibiotici. L'ampicillina è un importante antibiotico usato sia per l'uomo che gli animali, ma la Ue, nella direttiva 2001/18, raccomanda l'eliminazione di questi geni marcatori da tutti gli Ogm entro la fine dello scorso anno, perché possono avere effetti dannosi sia sulla salute umana che sull'ambiente. Perfino l'EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) raramente critica nei confronti degli Ogm ha sottolineato che questi antibiotici "non dovrebbero essere presenti in piante Ogm messe in commercio". "E' incredibile, eppure la Syngenta ha avuto il coraggio di sostenere che Bt10 e Bt11 erano identici, prima di essere smentita. Chissà in quanti Paesi e per quali volumi è stato venduto il Bt10 negli ultimi 4 anni, senza che le autorità di controllo dicessero nulla. Cosa farà ora la Syngenta per assicurare il ritiro dei prodotti contaminati e chi pagherà i costi?" si chiede Federica Ferrario, della campagna Ogm di Greenpeace. Come si ricorderà, il Bt10 è stato venduto per 4 anni negli Stati Uniti ed in altri Paesi senza che fosse stato autorizzato. Greenpeace sottolinea come sia sempre la Syngenta a tentare di promuovere il "Golden Rice 2", un riso arricchito di betacarotene che dovrebbe risolvere il problema della carenza di vitamina A nei Paesi in via di sviluppo. "Eppure, dopo 5 anni di ricerca non ci sono ancora risposte sulla sicurezza del prodotto per l'ambiente e i consumatori, non è stata quantificata la perdita di betacarotene nella cottura e nella conservazione del riso, né la quantità che è in grado di assimilare davvero il corpo umano. Inoltre, il problema della carenza di vitamina A, che è solitamente associato alla mancanza di altre vitamine e sali minerali richiede soluzioni complessive e non tecnologiche" afferma ancora Ferrario. -------------- Legambiente: "Mais Bt10, la trasparenza è un dovere. Si faccia chiarezza" “E’ arrivato anche in Italia il mais Bt 10 della Syngenta oppure no ? E quante tonnellate sono effettivamente entrate in Europa nell’arco dei quattro anni in cui il prodotto non autorizzato è stato confuso con il Bt 11?”. Legambiente, per bocca del suo direttore generale Francesco Ferrante, torna a chiedere al governo italiano e alla commissione europea tempestivi chiarimenti sulla vicenda della circolazione del mais bt10, resistente agli antibiotici e quindi privo di licenza per l’Europa, dopo che oggi anche il quotidiano The Guardian ha ripreso il caso. “Ribadiamo la necessità di verifiche immediate - sottolinea Francesco Ferrante. L’Europa sta mettendo a punto non senza difficoltà una legislazione sulla produzione e il commercio di ogm, per la tutela della salute e della biodiversità. A che pro, se poi non vengono applicati i controlli? La qualità dei semi importati va verificata, senza margine di dubbio e di errore, considerati i rischi che possono rappresentare gli ogm. Sono troppi i non detti di questa vicenda”. --------------- Vedi anche USA: PER QUATTRO ANNI VENDUTO MAIS OGM NON AUTORIZZATO Syngenta ammette: 15.000 ettari seminati per errore con i semi sbagliati. Per quattro anni. L'azienda non ha voluto fornire una lista dei paesi a cui è stata venduta la varietà non autorizzata. L'Environmental Protection Agency sta indagando. Agi, 31 marzo 2005 Greenpeace, 31 marzo 2005 Legambiente, 1 aprile 2005
Set as favorite
Bookmark
Email This
Hits: 2893 Commenti (0)
![]() Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
| | | |