| LA CONFERENZA DELLE REGIONI OGM FREE |
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| Monday 31 January 2005 | |
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Regioni OGM free, biodiversità e sviluppo rurale al centro del dibattito a Berlino
CIBO E COLTURE GENETICAMENTE MODIFICATELa Conferenza Europea chiede una gestione regionale Berlino 24 gennaio 2005 – Le conclusioni di un'importante Conferenza Europea indicano che devono essere le regioni a decidere in ultima istanza circa la coltivazione di piante GM nel proprio territorio. Durante la conferenza, organizzata nell’ambito della Settimana Verde a Berlino, è emerso che oltre 100 aree regionali e 3500 sub-regionali si sono dichiarate OGM -free, pertanto è ora che la legge Europea cambi affinché tali aree vengano effettivamente protette dalle coltivazioni GM. I delegati, 200 dalle regioni OGM –free e 30 da altri paesi europei, hanno chiamato le istituzioni della UE a proteggere le sementi convenzionali e da agricoltura biologica dalle contaminazioni con OGM, stabilendo il diritto delle regioni di restare OGM-free e riservando ad esse l’ultima parola nel processo di approvazione degli OGM, qualora le evidenze scientifiche siano dubbie e non venga rispettato il principio di precauzione. Benedikt Haerlin, organizzatore della conferenza membro della GENET e della Foundation on Future Farming tedesca dice: “In tutta Europa sta crescendo rapidamente ed in modo inarrestabile un movimento contro la coltivazione di piante GM. Una nuova alleanza fra autorità locali e regionali, agenzie di salvaguardia ambientale, sindacati agricoli con organizzazioni di ambientalisti e consumatori è emersa a difendere la libertà di scelta e l’autodeterminazione delle regioni” La rappresentanza del governo regionale della Toscana ha annunciato che gli amministratori del settore agricolo delle regioni che formano un network di aree OGM-free, si incontreranno a Firenze il 4 febbraio prossimo per chiedere ulteriori misure a protezione dei loro cittadini e del diritto delle Regioni presso l’Unione Europea. La conferenza ha inoltre approvato il “Berlin Manifesto for GMO-free Regions and Biodiversity in Europe” (lo proponiamodi seguito). Per ulteriori informazioni sulle relazioni si può visitare il sito: www.zs-l.de/conference ----------------------- "Berlin Manifesto for GMO-free Regions and Biodiversity in Europe"La nostra terra, il nostro futuro, la nostra EuropaLe Regioni d’Europa hanno il diritto di determinare la propria politica sull’agricoltura, la produzione e la vendita del cibo e sulla protezione del proprio ambiente, del paesaggio, della cultura, della tradizione, del proprio germoplasma (le sementi), dello sviluppo rurale e del proprio futuro economico.Questo include il diritto di decidere circa l’uso di piante o animali geneticamente modificati nella propria agricoltura ed ecosistema Le nostra scelta Tutti noi condividiamo il diritto fondamentale dell’uomo di scegliere cosa mangiare. Le scelte circa l’uso di materiale riproduttivo in un ambiente comune non possono essere fatte individualmente dato che esse hanno effetti su tutta la comunità. Decisioni circa l’uso di organismi geneticamente modificati e circa la forma che nostro paesaggio può assumere devono essere fatte democraticamente nelle regioni e non imposte da singoli agricoltori, burocrati o aziende. Le decisioni possono risultare sbagliate e allora deve esserci una possibilità di tornare indietro. Le nostri sementi La diversità locale delle sementi, delle varietà tradizionali e dei loro antenati selvatici è alla base dell’unicità dei sapori di una regione e la tradizione di una regione è alla base di qualsiasi ulteriore innovazione e sviluppo di piante coltivate. Proteggere ed incoraggiare la conservazione, il miglioramento delle varietà locali, native o adattate, l’integrità della semente aziendale è un’importante compito nonché diritto in una politica agricola regionale. Laddove si riproducono sementi non devono esserci soglie di contaminazione non etichettabili che possano essere accettate a tutela delle colture, convenzionali o biologiche, non GM. La nostra diversità agricola L’Agri-Cultura è una importante parte dello stile di vita regionale. Gli impatti socio-economici devono essere presi in considerazione quando si introducono agro – tecnologie come gli OGM. Molte regioni europee hanno considerato fattori prioritari di sviluppo rurale l’agricoltura sostenibile e biologica e la tipicità dei prodotti. Dove il diritto a continuare a coltivare secondo tradizione senza OGM e senza cambiamenti non accettabili alle pratiche agricole locali non può essere garantito, l’introduzione di OGM deve essere impedita. La nostra diversità naturale Le forme degli ambienti e dei paesaggi dell’Europa, incluse le sue aree protette, è il risultato di migliaia di anni di coltivazione da parte dell’uomo. Il grande patrimonio dato dai differenti paesaggi, ecosistemi e specie, deve essere protetto da coloro che ne condividono l’eredità. La salvaguardia della nostra biodiversità dalla diffusione e dalla introgressione (contaminazione genica) delle varietà GM è un obiettivo in se stesso. La nostra sicurezza e precauzione La scienza può sbagliarsi ma gli OGM non possono essere facilmente eliminati in caso di effetti dannosi. Pertanto le regioni hanno il diritto di seguire in principio di precauzione nel rilascio degli OGM nell’ambiente. La nostra sovranità alimentare e le etichette La maggioranza degli europei non vuole cibo da OGM. Rispondere a questa esigenza è nella natura del concetto di sovranità alimentare di una regione nonché una importante opportunità economica. Le autorità regionali devono essere in grado di proteggere le produzioni certificate, le denominazioni di origine e controllate, la produzione biologica in condizioni di competitività di prezzo. Questo significa garantire disponibilità di alimentazione animale OGM – free. La nostra coesistenza Nella gran parte dei casi e delle colture è impossibile garantire una reale coesistenza fra sistemi agricoli GM e non – GM, per lo stesso motivo per cui non può coesistere silenzio e rumore nella stessa stanza. Le misure di protezione più stringenti devono essere applicate per la difesa delle cultivar locali e i loro antenati selvatici. Il grado di protezione e gli standard di coesistenza, compresi i costi necessari ad attuarli, devono essere valutati e decisi su base locale e regionale. Una coesistenza equa e sostenibile deve essere prioritaria specialmente quando le parti coinvolte siano vicini e partners commerciali. Le rispettive pratiche tradizionali e le prospettive di sviluppo non devono subire stravolgimenti. La nostra Europa La diversità delle regioni crea l’identità Europea. Nella economia globale abbiamo bisogno di standards europei comuni sulla sicurezza alimentare, trasparenza, affidabilità, difesa dell’ambiente, protezione della natura, accesso al mercato. Questi standards devono definiti per favorire l’autodeterminazione locale e regionale e non per impedirla. Noi difenderemo questi diritti e doveri, insieme alle gioie e le bellezze delle nostre regioni, attraverso tutta l’Europa. Berlino, 23 gennaio 2005 I 190 partecipanti alla Conferenza di Berlino sulle regioni OGM-free, sulla biodiversità e sullo sviluppo rurale, convenuti dalle regioni di 28 nazioni europee. Traduzione di Andrea Primavera L'iniziativa è stata sponsorizzata dall'Agenzia federale tedesca per la conservazione della natura con fondi del Ministero federale per l'ambiente, la consercvazione della natura e la sicurezza nucleare. (Capito, ministro Matteoli?) Conferenza europea delle regioni OGM-free, 24 gennaio 2005
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