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I problemi del settore al centro di un convegno: gli operatori sollecitano il marchio per caratterizzare il prodotto. Il sindaco: «Non serve autocommiserazione ma una forte strategia di marketing»
Pescantina (VR). C’è una sola ricetta per uscire dalla crisi che attanaglia anche la peschicoltura: chiama caratterizzazione e marchio di qualità. E’ questa la sintesi del convegno promosso da Comune e Provincia per affrontare un settore economico che in paese coinvolge 232 aziende con un grande potenziale produttivo. Il delegato all'agricoltura Loredano Scolari ha annunciato per l'anno prossimo una visita a un'azienda modello e un altro convegno dedicato all'Igp e alle colture biologiche. Il sindaco Alessandro Reggiani ha sottolineato che l'impegno per la promozione della pesca nel 2005 prevede nuove iniziative. «A fronte dei risultati negativi dell'anno appena trascorso, non serve l'autocommiserazione», ha insistito, «ma una forte strategia di marketing e un prodotto di qualità. A settembre saremo a Sieldce, in Polonia, col nostro prodotto che deve essere anche meglio identificato. Faccio un appello ai giovani perché colgano le molte opportunità che il mondo dell'agricoltura offre ancora attraverso percorsi innovativi».
«Sono convinta», ha ribadito il neo direttore, Elena Marastoni, «che il futuro del nostro Mercato intercomunale stia nella capacità di rinnovarsi per diventare un centro di servizi per gli operatori».
Il problema tecnico della scelta delle varietà all'inizio di ogni stagione è stato affrontato dall'agrotecnico Franco Lonardi dell'Istituto sperimentale di Frutticoltura della Provincia. La rassegna ha interessato una cinquantina tra le più usate cultivar di pesche a pasta gialla, bianca e nettarine. Per tutte una nota particolare sul colore, sul sapore, sulla redditività e resistenza, caratteristiche in grado di determinarne il successo o l'abbandono da parte di coltivatori e dei consumatori. Su questa linea si è inserito Giorgio Baroni, del servizio di agricoltura della Provincia. «Il nostro istituto», ha esordito, «segue da anni la Mostra delle pesche di Pescantina ed è in grado di monitorare costantemente le novità in ordine al miglioramento genetico del pesco. C'è in atto un grande lavoro di ricerca e negli ultimi 10-15 anni sono state messe a punto circa mille nuove cultivar: per questo è fondamentale prima di introdurre una varietà, sperimentarne il comportamento nel nostro ambiente».
A riprova di ciò sono stati portati a conoscenza del pubblico dal dottor Baroni i risultati di una prova di confronto tra 14 portinnesti del pesco effettuata dall' Istituto sperimentale di Frutticoltura della Provincia che ha dato esiti non omogenei in relazione all'adattabilità alle condizioni pedo-climatiche.
Molto ricco anche il dibattito, durante il quale è stato affrontato il problema della sharka, su cui è intervenuto il ricercatore Silvano Zampini che ha sottolineato la difficoltà di ottenere piante resistenti a questa malattia, che da anni arreca seri danni alle colture, e «la necessità di conviverci». Mario Fugolo ha contestato invece la politica della grande distribuzione «che non sempre ricerca la qualità del prodotto». In chiusura l'assessore provinciale all'agricoltura, Dionisio Brunelli, ha sottolineato la richiesta di finanziamenti per la ricerca alla Regione; l'impegno per un tavolo verde con Verona Mercato, la Camera di commercio e le associazioni di categoria in vista di una nuova politica dei prezzi; l'azione di rilancio dei mercati per far arrivare al consumatore un segnale unico, insieme alle risposte ormai indifferibili sul'Igp.
lArena, 31 gennaio 2005
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