Meno addobbi e strenne, occhio rivolto sempre al portafogli e alle offerte speciali
(AGI) - Roma, 26 nov - Natale freddo sul fronte dei regali.
Gli italiani, preoccupati della propria situazione economica, orientano la tredicesima (31 miliardi di euro) soprattutto a spese necessarie per la casa e per la famiglia cui destinano circa 12 miliardi dei 16 che andranno in acquisti (1,8 miliardi di euro in piu' rispetto allo scorso anno).
Emerge con evidenza la voglia di un Natale piu' spartano, con meno addobbi e strenne, con un occhio sempre al portafogli e l'altro alle offerte speciali.
E' questa, in sintesi, l'immagine fotografata dalla consueta indagine previsionale Swg-Confesercenti sui consumi per Natale e Capodanno prossimi.
Qualche viaggio in meno (-2%), qualche sacrificio in piu' per coniugi e bambini su cui si risparmiera' qualcosa per i regali, qualche albero di Natale in meno nelle case e un po' di risparmio per pranzi e cenoni (in media 9 euro in meno per il 24 ed il 25 e 6 per Capodanno), sono i sintomi di un evidente malessere e preoccupazione per il futuro.
Dopo i sacrifici passati per estinguere i vecchi debiti ed evitare di crearne di nuovi, gli italiani sono dunque disposti a spendere qualcosa in piu', ma solo per la casa e la famiglia.
Andranno finalmente in pensione la lavatrice esausta o il televisore che da un anno "spara" il verde o arrivera' la macchina nuova, magari ricorrendo ancora una volta al credito al consumo che offre numerosissime ed attraenti condizioni, con tassi vantaggiosi e pagamenti iper-dilazionati.
A farne le spese, le tradizionali strenne natalizie, meno numerose o piu' economiche (sotto l'albero ci saranno quest'anno 125 milioni di euro in meno).
Tra risparmi sui regali e minore spesa per conti in sospeso e rate (un miliardo e 594 milioni di euro), per la casa e la famiglia quest'anno passeranno dalle buste paga ai negozi un miliardo e 835 milioni di euro.
Senza pero' perdere di vista la propria situazione finanziaria, la perdita di potere d'acquisto ed il carovita che per il 65% del campione (49% lo scorso anno) rappresentano le preoccupazioni piu' rilevanti, prima ancora del terrorismo (7% contro l'11% del 2003), della situazione internazionale (3% contro il precedente 11%) e del posto di lavoro (9 contro 10%).
Gli italiani, preoccupati della propria situazione economica, orientano la tredicesima (31 miliardi di euro) soprattutto a spese necessarie per la casa e per la famiglia cui destinano circa 12 miliardi dei 16 che andranno in acquisti (1,8 miliardi di euro in piu' rispetto allo scorso anno).
Emerge con evidenza la voglia di un Natale piu' spartano, con meno addobbi e strenne, con un occhio sempre al portafogli e l'altro alle offerte speciali.
E' questa, in sintesi, l'immagine fotografata dalla consueta indagine previsionale Swg-Confesercenti sui consumi per Natale e Capodanno prossimi.
Qualche viaggio in meno (-2%), qualche sacrificio in piu' per coniugi e bambini su cui si risparmiera' qualcosa per i regali, qualche albero di Natale in meno nelle case e un po' di risparmio per pranzi e cenoni (in media 9 euro in meno per il 24 ed il 25 e 6 per Capodanno), sono i sintomi di un evidente malessere e preoccupazione per il futuro.
Dopo i sacrifici passati per estinguere i vecchi debiti ed evitare di crearne di nuovi, gli italiani sono dunque disposti a spendere qualcosa in piu', ma solo per la casa e la famiglia.
Andranno finalmente in pensione la lavatrice esausta o il televisore che da un anno "spara" il verde o arrivera' la macchina nuova, magari ricorrendo ancora una volta al credito al consumo che offre numerosissime ed attraenti condizioni, con tassi vantaggiosi e pagamenti iper-dilazionati.
A farne le spese, le tradizionali strenne natalizie, meno numerose o piu' economiche (sotto l'albero ci saranno quest'anno 125 milioni di euro in meno).
Tra risparmi sui regali e minore spesa per conti in sospeso e rate (un miliardo e 594 milioni di euro), per la casa e la famiglia quest'anno passeranno dalle buste paga ai negozi un miliardo e 835 milioni di euro.
Senza pero' perdere di vista la propria situazione finanziaria, la perdita di potere d'acquisto ed il carovita che per il 65% del campione (49% lo scorso anno) rappresentano le preoccupazioni piu' rilevanti, prima ancora del terrorismo (7% contro l'11% del 2003), della situazione internazionale (3% contro il precedente 11%) e del posto di lavoro (9 contro 10%).
Agi, 26 novembre 2004



