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CONTINUANO A RIDURSI I GHIACCIAI VALDOSTANI

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Le abbondanti nevicate dell' inverno scorso non hanno ''portato ad una elevata presenza di neve residua nelle zone di accumulo dei bacini glaciali''.
(ANSA) - COURMAYEUR (AOSTA), 27 NOV - Sebbene l' estate del 2004 non abbia raggiunto valori climatici estremi come quelli del 2003, i ghiacciai valdostani manifestano evidenti segni di ritiro.
Lo evidenzia una campagna di monitoraggio compiuta con l' uso di tecnologie con la tecnica del GPS. Lo stato di salute dei ghiacciai valdostani e' stato presentato oggi a Courmayeur nel corso di un seminario interamente dedicato alle problematiche glaciali nell' arco alpino e di confronto tra diverse esperienze transfrontaliere.
L' iniziativa e' dell' Assessorato del Territorio, Ambiente e Opere pubbliche e la Fondazione Montagna sicura, in collaborazione con l' ARPA Valle d' Aosta, il Comitato glaciologico italiano, il CNR - IRPI di Torino, l' Unione valdostana Guide di alta montagna e il Soccorso alpino valdostano.
Il monitoraggio ha messo in luce che le abbondanti nevicate dell' inverno scorso non hanno ''portato ad una elevata presenza di neve residua nelle zone di accumulo dei bacini glaciali''.
Solo oltre i 3.200 metri di altitudine e' stata rilevata la presenza di neve ''fresca''.
''Al di sotto di tale quota - hanno spiegato i tecnici - nonostante le abbondanti nevicate si e' riscontrato una quasi totale scioglimento del manto di copertura''.
Il seminario e' stato organizzato nell' ambito della 'Cabina di regia dei Ghiacciai valdostani', che ha sede presso la Fondazione Montagna sicura.
''L' idea di creare una 'Cabina di regia' - ha spiegato l' assessore Alberto Cerise - scaturisce da una precisa volonta' politica, sorta nell' estate 2003, estate definita dalla professoressa Augusta Cerutti come la peggiore per i ghiacciai da oltre 500 anni ad oggi''. ''Ci parso necessario - ha aggiunto Cerise - raccordare tra loro gli interlocutori istituzionali del settore, nell' intento di evitare il sovrapporsi di iniziative, favorendo cosi' il massimo delle interazioni reciproche''. Il contrarsi degli oltre 250 ghiacciai presenti in Valle d' Aosta non e' certo un fenomeno che poteva passare inosservato.
''Rappresentano un quinto del nostro territorio - ha proseguito l' assessore - ma non sono solo un dato quantitativo, in quanto le loro dinamiche hanno importanti ripercussioni sul territorio: rischi naturali, risorse idriche, clima, ecologia ed ecosistema, per arrivare all'economia e al sociale''.
La massa glaciale e' una delle risorse piu' importanti della Valle d' Aosta e costituisce un patrimonio che deve essere studiato, esaminato e tenuto sotto controllo alla luce dei cambiamenti climatici in corso, ma anche valorizzato come ricchezza fondamentale a fini ambientali e turistici.


Ansa, 27 novembre 2004
 

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