Le lesioni riscontrate sui topi sono ''banali e frequenti nella maggior parte dei ratti utilizzati in tossicologia'' e non sarebbe essere associata all'assunzione di mais transgenico.
(ANSA) - PARIGI, 27 NOV - Falsa allerta sul mais transgenico: sospettato di provocare lesioni renali e gravi disordini al metabolismo dei topi, il mais transgenico Mon 863, prodotto dall'americana Monsanto, e' stato scagionato in base a recenti studi pervenuti alla Commissione della genetica biomolecolare (CGB), uno degli istituti incaricati di valutare le domande d'autorizzazione OGM per conto del governo francese.
La notizia - pubblicata dal quotidiano 'Le Figaro' modifica il dibattito sulla pericolosita' del mais transgenico, particolarmente sentito in questi giorni poiche' proprio lunedi' - scrive il giornale - l'Unione europea dovra' decidere se autorizzare o meno questo OGM destinato all'alimentazione del bestiame.
Lanciata il 23 aprile scorso dal Comitato indipendente di ricerca e informazione genetica (Crii-Gen) un'associazione ecologica presieduta dall'ex ministro dell'Ambiente, Corinne Lepage, la campagna anti mais Mon 863 aveva fatto un gran rumore in Francia.
''Per la prima volta, gli esperti ammettono che l'assunzione di OGM ha degli effetti significativi sugli animali'', aveva scritto la stampa d'oltralpe, citando una ''perizia confidenziale'', secondo la quale il mais commercializzato dalla Monsanto avrebbe causato delle malformazioni renali nei ratti sui quali veniva sperimentato.
Di qui la conseguente paura di seri rischi per la salute umana. Il 23 ottobre 2003, la CGB aveva affermato che a causa di ''differenze statistiche significative'' sul risultato di diversi studi sul mais, non era ancora ''in grado di valutare i rischi sulla salute animale'' provocati dall'eventuale assunzione dell'alimento.
Il 19 aprile scorso, quattro giorni prima della grande offensiva mediatica anti-OGM intrapresa dall'associazione ecologista francese, l'Autorita' europea di sicurezza degli alimenti (Efsa) si dichiara favorevole all'importazione del mais Mon 863 nell'Ue, poiche' - dichiararono gli esperti - ''non presenta alcun rischio nutrizionale''.
Di fronte a dati cosi' diversi, la scorsa estate, la CGB aveva chiesto a due patologi indipendenti di fama internazionale di riesaminare il caso.
Il loro verdetto e' che le lesioni ai reni dei topi sono ''banali e frequenti nella maggior parte della stirpe di ratti utilizzati in tossicologia'' e non puo' essere dunque associata all'assunzione di mais transgenico.
La notizia - pubblicata dal quotidiano 'Le Figaro' modifica il dibattito sulla pericolosita' del mais transgenico, particolarmente sentito in questi giorni poiche' proprio lunedi' - scrive il giornale - l'Unione europea dovra' decidere se autorizzare o meno questo OGM destinato all'alimentazione del bestiame.
Lanciata il 23 aprile scorso dal Comitato indipendente di ricerca e informazione genetica (Crii-Gen) un'associazione ecologica presieduta dall'ex ministro dell'Ambiente, Corinne Lepage, la campagna anti mais Mon 863 aveva fatto un gran rumore in Francia.
''Per la prima volta, gli esperti ammettono che l'assunzione di OGM ha degli effetti significativi sugli animali'', aveva scritto la stampa d'oltralpe, citando una ''perizia confidenziale'', secondo la quale il mais commercializzato dalla Monsanto avrebbe causato delle malformazioni renali nei ratti sui quali veniva sperimentato.
Di qui la conseguente paura di seri rischi per la salute umana. Il 23 ottobre 2003, la CGB aveva affermato che a causa di ''differenze statistiche significative'' sul risultato di diversi studi sul mais, non era ancora ''in grado di valutare i rischi sulla salute animale'' provocati dall'eventuale assunzione dell'alimento.
Il 19 aprile scorso, quattro giorni prima della grande offensiva mediatica anti-OGM intrapresa dall'associazione ecologista francese, l'Autorita' europea di sicurezza degli alimenti (Efsa) si dichiara favorevole all'importazione del mais Mon 863 nell'Ue, poiche' - dichiararono gli esperti - ''non presenta alcun rischio nutrizionale''.
Di fronte a dati cosi' diversi, la scorsa estate, la CGB aveva chiesto a due patologi indipendenti di fama internazionale di riesaminare il caso.
Il loro verdetto e' che le lesioni ai reni dei topi sono ''banali e frequenti nella maggior parte della stirpe di ratti utilizzati in tossicologia'' e non puo' essere dunque associata all'assunzione di mais transgenico.
Ansa, 27 novembre 2004



