In un futuro assai prossimo, blatte, scarafaggi, vermi e ragni potrebbero fornire un primo allarme in caso di attacchi letali. Cos
La lotta al terrorismo, negli Stati Uniti passa anche attraverso gli insetti.
Blatte, scarafaggi, vermi e ragni potrebbero diventare, presto, dei nuovi 007. Ricercatori universitari - finanziati dall'Agenzia del Pentagono per la ricerca su progetti avanzati - hanno iniziato a lavorare, da tempo, sulla possibilita' di trasformare comuni insetti in agenti segreti, chiamati a fornire un primo allarme in caso di attacchi chimici e biologici.
Nei piani del Dipartimento della Difesa, i piccoli animali dovrebbero diventare sentinelle sicure e affidabili, oltre che piu' economiche dei sensori creati dall'uomo.
''Guardando cosa hanno mangiato o raccolto gli insetti durante le loro attivita' quotidiane'' - viene osservato da una biologa della Virginia Commonwealth University - e' possibile verificare se siano stati usati agenti chimici. ''Gli insetti - ha aggiunto - non sono mai stati utilizzati in questo modo. Nessuno ha mai fatto caso ha quello che raccolgono naturalmente per tenere sotto controllo ipotesi di contaminazione.
Si tratta di sviluppare un nuovo tipo di tecnologia che individui e offra una mappa biologica e chimica delle contaminazioni in corso nell'ambiente''.
Oltre agli insetti, l'Agenzia del Pentagono sta puntando anche sull'utilita' delle 'erbacce' che crescono incolte ai lati dei marciapiedi e delle abitazioni.
Studiosi della Colorado State University stanno lavorando a una loro mutazione genetica in modo da creare degli allarmi permanenti visibili da tutti.
L'obiettivo
Blatte, scarafaggi, vermi e ragni potrebbero diventare, presto, dei nuovi 007. Ricercatori universitari - finanziati dall'Agenzia del Pentagono per la ricerca su progetti avanzati - hanno iniziato a lavorare, da tempo, sulla possibilita' di trasformare comuni insetti in agenti segreti, chiamati a fornire un primo allarme in caso di attacchi chimici e biologici.
Nei piani del Dipartimento della Difesa, i piccoli animali dovrebbero diventare sentinelle sicure e affidabili, oltre che piu' economiche dei sensori creati dall'uomo.
''Guardando cosa hanno mangiato o raccolto gli insetti durante le loro attivita' quotidiane'' - viene osservato da una biologa della Virginia Commonwealth University - e' possibile verificare se siano stati usati agenti chimici. ''Gli insetti - ha aggiunto - non sono mai stati utilizzati in questo modo. Nessuno ha mai fatto caso ha quello che raccolgono naturalmente per tenere sotto controllo ipotesi di contaminazione.
Si tratta di sviluppare un nuovo tipo di tecnologia che individui e offra una mappa biologica e chimica delle contaminazioni in corso nell'ambiente''.
Oltre agli insetti, l'Agenzia del Pentagono sta puntando anche sull'utilita' delle 'erbacce' che crescono incolte ai lati dei marciapiedi e delle abitazioni.
Studiosi della Colorado State University stanno lavorando a una loro mutazione genetica in modo da creare degli allarmi permanenti visibili da tutti.
L'obiettivo
Le Aziende Informano
- “Alce Nero & Mielizia” con Bio Benessere i prodotti bio volano in Giappone
- Conapi restart. Nuovi percorsi, nuovo gruppo dirigente, nuovo slancio
- Il progetto GreenPlanet.net – nasce una nuova piattaforma internazionale sul biologico
- La migliore bioricetta al Sana. Natura Sì premia Raffaele Ricci e il suo sformato di verdure
- Un “Baule di sorprese” al SANA
Le Associazioni Informano
- FederBio. Piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica sulla base delle proposte francesi
- Slow Food a quota 100mila soci
- Chiarimenti alle fondazioni bancarie in merito ai loro investimenti sugli ogm
- Aiab: "Federbio sottovaluta l´impatto sui consumatori del bio contaminato da Ogm"
- FederBio: “Anziché fare disinformazione sul biologico la Coldiretti pensi a certificare l’assenza di OGM dai prodotti venduti nei suoi farmers market”



