Alla riscoperta della pera spina, delle mele della Zittola, delle prugne gialle e pere carbonella. Varieta' molto diffuse un tempo sui monti abruzzesi ma cancellate negli anni '50 e '60 dai massicci rimboschimenti
(ANSA) - ROMA - Alla riscoperta della pera spina, delle mele della Zittola, delle prugne gialle e pere carbonella. Varieta' molto diffuse un tempo sui monti abruzzesi ma cancellate negli anni '50 e '60 dai massicci rimboschimenti con abete rosso e pino nero a rapida crescita. Sono numerose le ''specie dimenticate'' che ora si sta tentando di recuperare in un vivaio sperimentale dell'assessorato Agricoltura e Foreste della regione Abruzzo e dell'Arsa in un vivaio a Roccaraso. ''Si tratta del vivaio piu' alto in quota - precisa il vice questore aggiunto del Corpo Forestale Luciano Sammarone - ospitato a 1.300 metri nella locale sede del Cfs con cui la regione Abruzzo ha stipulato una convenzione. La sperimentazione punta a riqualificare le foreste dei tre grandi parchi nazionali abruzzesi: quello della Majella, d'Abruzzo e il Gran Sasso. Le piante ornamentali possono inoltre qualificare interventi di recupero urbanistico anche nei centri montani''.
Tra le piante coltivate, con talee, dai forestali ci sono il sambuco, i sorbi, i cornioli ed il ramno di cui e' particolarmente goloso l' orso marsicano. ''Abbiamo cercato di riprodurre anche la genziana - continua Sammarone - che e' una specie protetta dal 1977. Un'iniziativa di tutela necessaria perche' la pianta e' molto richiesta sia nella farmacopea digestiva che nell'industria liquoristica. L'obiettivo dell'iniziativa e' frenare i forti prelievi delle piante selvatiche di genziana di cui si strappano anche le radici per rispondere alla domanda di mercato attraverso genziane coltivate''. ''La riscoperta delle 'specie dimenticate', commenta Sammarone, ha senso nella misura in cui le piante sono collegate all'ecosistema locale con aree prevalentemente destinate a pascoli. Le pere spadone, ad esempio, sono specie tardive che venivano conservate sotto la paglia. Inoltre l'azione di controllo agroalimentare e del territorio compiuta dai forestali contribuisce, afferma Sammarone, alla tutela della qualita' del territorio montano e collinare nella certezza che da un buon territorio puo' nascere un'agricoltura sana''.
Tra le piante coltivate, con talee, dai forestali ci sono il sambuco, i sorbi, i cornioli ed il ramno di cui e' particolarmente goloso l' orso marsicano. ''Abbiamo cercato di riprodurre anche la genziana - continua Sammarone - che e' una specie protetta dal 1977. Un'iniziativa di tutela necessaria perche' la pianta e' molto richiesta sia nella farmacopea digestiva che nell'industria liquoristica. L'obiettivo dell'iniziativa e' frenare i forti prelievi delle piante selvatiche di genziana di cui si strappano anche le radici per rispondere alla domanda di mercato attraverso genziane coltivate''. ''La riscoperta delle 'specie dimenticate', commenta Sammarone, ha senso nella misura in cui le piante sono collegate all'ecosistema locale con aree prevalentemente destinate a pascoli. Le pere spadone, ad esempio, sono specie tardive che venivano conservate sotto la paglia. Inoltre l'azione di controllo agroalimentare e del territorio compiuta dai forestali contribuisce, afferma Sammarone, alla tutela della qualita' del territorio montano e collinare nella certezza che da un buon territorio puo' nascere un'agricoltura sana''.
Ansa, 29 luglio 2004



