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CE ANCHE IL RISO OGM CHE ACCUMULA FERRO PDF Stampa E-mail
Wednesday 30 June 2004
Nuove frontiere gastronomiche: un risotto per curare l'anemia. Garbati dubbi del Consorzio biologico.
Milano, 30 giu. (Adnkronos Salute) - Un risotto per curare l'anemia.
Dopo il 'golden rice', chicchi Ogm per prevenire la carenza di vitamina A tra le popolazioni dei Paesi poveri, e' in arrivo un riso 'modificato' che, accumulando ferro nel chicco, potra' prevenire la carenza di questo metallo nel sangue degli oltre 2 miliardi di anemici nel mondo.
Cosi' Swapan Datta ha presentato la sua ricerca, sviluppata presso l'International Rice Research Institute (Irri) di Manila (Filippine), al workshop sulla ricerca sul riso in Italia in corso a Pavia.
Nell'incontro, si legge in una nota, sono stati descritti anche i risultati di una ricerca biodiversita' e aspetti fitosanitari nelle varieta' di riso italiano, promossa e sponsorizzata dalla Fondazione Bussolera Branca (Mairano di Casteggio, Pavia), in collaborazione con le Universita' di Pavia, di Milano con l'Ente Nazionale Risi e patrocinato dal Comitato italiano di Coordinamento per l'Anno Internazionale del Riso.
Swappan Datta e' il maggior esperto al mondo di riso Ogm.
Ha lavorato per 8 anni a Zurigo nel gruppo di Ingo Potrykus, padre del 'golden rice'.

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PAVIA - Arriverà dalle Filippine il riso ogm con il chicco più ricco di ferro. La ricerca, in corso dal '96 presso l'International Rice Research Institute (Irri) di Manila e finanziata da due multinazionali che hanno brevettato il cereale ogm, è stata presentata ieri a Pavia da Swappan Datta, il maggior esperto al mondo di riso ogm che ha fatto parte, a Zurigo, del gruppo di ricercatori che hanno messo a punto il «golden rice», il riso transgenico arricchito di vitamina A.
«La selezione del riso che accumula nel chicco zinco e ferro - ha detto Datta - servirà a prevenire la carenza di questo nel sangue dei due miliardi di anemici presenti nel mondo. La ricerca sul riso ogm permette di coltivarlo con minor consumo di acqua, minor impiego di terreni (tra il 2002 e il 2003 le aree coltivate con riso transgenico nel mondo sono aumentate del 15%) e di diserbanti chimici».
Datta è intervenuto al convegno internazionale che si è svolto all’università di Pavia nel corso del quale sono stati presentati i risultati della ricerca triennale sulla biodiversità e il miglioramento genetico del riso coltivato in Italia promossa e sponsorizzata dalla Fondazione Bussolera Branca di Mairano di Casteggio (Pavia), condotta dalle università di Milano e Pavia e dall'ente nazionale risi.
Nessuna sperimentazione transgenica: il progetto dei ricercatori lombardi punta alla salvaguardia della biodiversità delle varietà italiane e al miglioramento genetico (è stato analizzato il Dna di 140 varietà).
Parte della ricerca si è occupata dei funghi che attaccano il riso. «E' d'obbligo - ha detto Francesco Sala che ha coordinato la ricerca con Anna Picco - tenere un occhio aperto sulle innovazioni che riguardano gli studi molecolari, laddove sono consentite, per tenerci al passo».

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IL CONSORZIO BIOLOGICO: MACCHE’ RISO OGM PER GLI ANEMICI
 
Con una certa frequenza i ricercatori comunicano alla stampa anticipazioni sui loro lavori prima in corso, o addirittura neppure avviati.
Senza che i risultati siano stati resi disponibili per la critica collegiale e senza che l'evidenza sperimentale sia sufficiente a giustificare la pubblicazione in una rivista scientifica, il lettore della stampa d’informazione si vede così presentare come risultati definitivi quelle che sono ancora ipotesi più o meno vaghe, assolutamente non confermate secondo i criteri scientifici.
Il motivo di questo comportamento è noto: i ricercatori guadagnano una qualche visibilità che aiuta nella ricerca dei finanziamenti.
Questo malcostume colpisce sporadicamente ricercatori di più discipline, ma è una costante per quelli che operano nel settore delle biotecnologie agricole.
 
I lettori anemici del Corriere non tirino quindi un sospiro di sollievo leggendo il titolo  Arriva il riso Ogm per gli anemici. Ferro nei chicchi” riportato nell’edizione del 1 luglio.
Anche se è più probabile che il tempo verbale più adatto sia il condizionale, a essere generosi sarà il futuro: il prodotto, nonostante già brevettato da due imprese multinazionali, tutt’al più “arriverà”, e chissà quando.
 
Tra gli ultimi “boatos” OGM apparsi sulla stampa in quest’anno e mezzo:
 
a) Aglio OGM che combatterebbe la psoriasi e sarebbe privo dell’odore caratteristico, non a tutti gradito (giugno)
b) Cappero OGM che bonificherebbe intere aree costiere salinizzate dal mare (giugno)
c) Erba OGM sottile, morbida, a crescita programmata, uniforme e parca nel consumo d'acqua per i campi da golf (giugno)
d) Super pomodori OGM resistenti al diserbante paraquat e ricchi di antiossidanti (maggio)
e) Cardi OGM per filare velli di alpaca, pecora o lama (aprile)
f) Supercollutorio a base di batteri OGM che proteggerebbe per tutta la vita i denti dalla carie (aprile)
g) Riso OGM che produrrebbe due proteine umane (lattoferrina e lisozima) presenti nel latte umano e nelle lacrime, con presunti effetti anti-infiammatori, anti-infezione e di fissaggio del ferro  aprile)
h) Topo OGM che ha raggiunto la veneranda età  di quattro anni, pari a 136 anni umani (aprile)
i) Patata OGM per produrre l’amido per la carta (aprile)
j) Pioppo OGM senza polline (aprile)
k) Toro OGM con un gene umano che gli ha consentito di ingravidare mucche che produrranno un latte con la proteina lattoferrina (abbattuto) (aprile)
l) Riso OGM che produrrebbe proteine umane da impiegare per curare affezioni intestinali (marzo)
m) Soia, guar e carruba OGM che produrrebbero gomma (marzo)
n) Limone e cedri OGM per affrancarsi dalla schiavitù del petrolio: la buccia potrebbe costituire un combustibile per i veicoli (marzo)
o) Pomodori OGM arricchiti di betacarotene (febbraio)
p) Ananas OGM con geni di cereali per la resistenza a un parassita (febbraio)
q) Fiore OGM che scoprirebbe le mine inesplose; i suoi petali diventerebbero rossi a contatto con biossido di azoto emesso dagli ordigni (gennaio)
r) Pesce OGM fluorescente, brilla al buio negli acquari (novembre 2003)
s) Mais OGM che avrebbe effetti anticoncezionali (agosto 2003)
t) Marijuana OGM con il 25% di principio attivo in più rispetto alle varietà tradizionali (giugno 2003)
u) Caffè OGM decaffeinato (giugno 2003)
v) Mais OGM per fibre, tessuti, imballaggi, scafi di imbarcazioni (maggio 2003)
w) Piante OGM per produrre vaccini contro i tumori e l’Hiv, nonché per la prevenzione orale del diabete autoimmune (coraggiosa ricerca italiana) (giugno 2003)
y) Giglio OGM che è rosso anziché bianco (maggio 2003)
z) Banana OGM resistenti al virus della sigatoka nera (gennaio 2003)
 
E’ facile prevedere che tutte queste ricerche, pur presentate come imminenti risolutrici dei più gravi problemi dell’umanità (aroma sgradito dell’aglio, erba omogenea nei green, denti perfetti in eterno, autovetture che marciano ad agrumi, chiglie a base di pannocchie, pesci fluorescenti) mai si tradurranno in qualcosa di utile, a parte l’aver contribuito al sostentamento di qualche biotecnologo alla ricerca di fondi.
 
Vorremmo che la stampa adottasse più cautele nell’ospitare gli ottimistici comunicati di  aziende e ricercatori biotech.
Risoluzione della calvizie a parte (ma forse, spulciando in archivio, troveremmo traccia anche di questa) ogni possibile problema planetario è stato presentato come risolvibile con “qualcosa” di OGM, suscitando attese miracolistiche del tutto ingiustificate.
A tutt’oggi, infatti, il settore è riuscito a malapena a sviluppare alcuni mais, soia e colza resistenti a un particolare diserbante e mais resistente a un particolare parassita, peraltro con pesanti dubbi sulla sicurezza ambientale e sanitaria o la convenienza  economica.

Sulla possibilità di ordinare al ristorante un risotto OGM al ferro, insomma, è meglio non farsi illusioni.
 
Consorzio biologico per lo sviluppo sostenibile



Adnkronos Salute, 30 giugno 2004
Corriere della sera, 1 luglio 2004
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