Nonostante “un mercato interno insoddisfacente”, come lo definisce Federalimentari, oggi, sul Sole 24 Ore, l’export registra livelli di eccellenza per il food made in Italy. A maggio le esportazioni hanno toccato un +10%, valore questo che indica come non vi siano difficoltà per il settore sulle tavole internazionali.
Il consuntivo 2008, nel primo trimestre si attesta su un +12% e i principali mercati di sbocco sono: Francia +15%, Germania +8,8%, Olanda + 13,4 e Gran Bretagna con +13,3%.Il peso sul mercato dell’Europa comunitario vale +12,3%.
Nelle esportazioni extra Ue i valori continuano ad essere positivi: Australia +13,1%, Cina +56,5%, Corea del Sud +26,6%, Giappone +13,4% e Turchia +89,2%. Nonostante il peso dell’euro sul dollaro anche il mercato Usa sta offrendo soddisfazioni e registra una crescita del 3,3%.
Secondo l’istituto di ricerche per l’economia e la finanza (Ref) il settore del food non dovrebbe risentire troppo delle difficoltà generali anche se la situazione potrebbe cambiare. L’andamento positivo potrebbe infatti interrompersi qualora il settore decidesse di recuperare i costi delle materie prime, applicando aumenti “in maniera eccessiva sui prezzi dei prodotti”, ammonisce il Ref.
In Italia, intanto, secondo Federalimentare i consumi familiari sono scesi di tre punti percentuali.



