Roma, 4 lug. (Apcom) - Nasce tra Puglia e Basilicata l'Oasi
biologica, progetto voluto dalla centrale consortile ortofrutticola di
Bari aderente a Fedagri-Confcooperative. Duecento ettari di terreni tra
i laghi Monticchio, il sub-appennino lucano e il massiccio del Vulture
tra i 200 e i 400 metri sul livello del mare. Ospiterà coltivazioni di
albicocche, susine e specie vegetali, oltre che implementare la
coltivazione di cereali e uva (con metodo biologico). Si punta ad
estendere la superficie coinvolta dal progetto in pochi anni per
arrivare a mille ettari. Il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, ricorda come l'Italia sia un Paese leader in Europa per la produzione biologica. "Per questo motivo - afferma - trovo particolarmente strategico il progetto dell'Oasi biologica che nasce su un territorio già ricco di specificità storiche e peculiarità tradizionali". Per Bruni si tratta di una "importante scommessa nella logica di realizzare un progetto integrato di filiera che coinvolge tutti i produttori agricoli della zona rurale e risponde anche alla strategia di fondo che vede la cooperativa al centro di piani di programmazione produttiva ma anche presidio e risorsa incontrastata dei nostri territori rurali".
I comuni in cui si estenderà l'Oasi biologica sono, per la Puglia, Minervino Murge, Loconia, Spinazzola e Monte Grosso per la provincia di Bari; per la Basilicata, Lavello e Monte Milone entrambi in provincia di Potenza. Già nei primi mesi dell'inverno 2008, secondo Vincenzo Patruno, direttore commerciale della centrale consortile ortofrutticola di Bari e ideatore del progetto, sarà possibile fare le prime semine per puntare al primo raccolto nell'estate del 2009.
In occasione della presentazione del progetto, sarà siglato un accordo per la valorizzazione e la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli dell'Oasi, tra la centrale consortile ortofrutticola di Bari, il gruppo emiliano Alegra, business unit di Apo Conerpo e le aziende tedesche Weber e Santifaller.
Alica.it



